La memorabile battaglia delle stellate senatrici sannite contro il 'sub-emendamento Sandros'

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Sabrina Ricciardi e Danila De Lucia
Sabrina Ricciardi e Danila De Lucia

Ebbene sì: per quanto non appaia, né mai apparirà in resoconti ufficiali e nella storia da tramandare ai posteri, potrebbe trovar posto anche un piccolo pezzo locale nel “terrorismo mediatico” di cui è fatto oggetto il mondo delle verità istituzionali a cinque stelle a trazione leghista. Vuoi vedere, cioè, che nel post apparso/repentinamente scomparso del Blog ufficiale dove siffatta ipotesi politica s'è fatta strada venisse adombrato uno spiacevole episodio verificatosi sul territorio?

In effetti, nell'accorato fiume di parole che scorre a commento della conferenza stampa di bilancio 2018 assieme alla collega De Lucia, la senatrice beneventana Sabrina Ricciardi sul suo profilo social ha decisamente individuato chi e cosa ha portato il suo contributo nell'attacco sannita al cuore dello Stato, a “questa manovra coraggiosa che è stata l’emanazione del nostro Governo e non di lobby di potere o di Bruxelles. Cose da pazzi!”: il subemendamento* Sandros, sotto il cui volto travisato da un 'mefisto' ella non ha trovato difficoltà nel riconoscere autrice certa e il suo tentativo “di creare un pretesto per attaccarci. Ovviamente la medaglia si è rigirata”.

Ma il subemendamento Sandros (leggi) che avrebbe avuto l'ardita mira di agevolare l'arrivo d'acqua chiara ai beneventani, superando stalli amministrativi e politici di anni e penurie di risorse finanziarie, è stato stroncato, sussulta orgogliosa la senatrice, dal combinato disposto dell'iter procedurale (“Non è rientrato nel maxi emendamento del Governo e quindi è di tutta evidenza che non si poteva votare”), dell'aridità fascicolare (“Ma poi dove stavano i documenti giustificativi? Di che parliamo? Di un depuratore, di tre impianti o di cosa?”), dell'impedimento territoriale (“I soldi per fatti strettamente locali, non possono essere concessi con questa procedura”).

Così è stata quindi salvata l'illibatezza della manovra economica, giammai usa – nel tempo e nella storia - a mance locali.

Le senatrici sannite (Ricciardi, De Lucia), vero baluardo a difesa delle mura cittadine, fra commissioni e aula, sono dunque intervenute con la forza della loro autorevolezza parlamentare pigiando efficacemente un bottone: il subemendamento Sandros è stato respinto con perdite, l'avversato popolo beneventano sottratto allo sfregio, la vittoria piena e totale, la verità vera una e sola e lo spirito di sacrificio di De Lucia e Ricciardi posti al sicuro, con soli giornaloni e creduloni a narrare e bere la storiella del testo di un maxi-emendamento** spuntato dopo la trattativa con Bruxelles, chiuso per necessità a possibili modifiche, sigillato a prerogative parlamentari, approvato con il ricorso voto di fiducia esecrato quando era patrimonio altrui e sacro quando promana dagli soli eletti dal popolo, riconosciuto come improprio e vessatorio in alcune sue parti (tassazione del terzo settore***, ad esempio) e dunque da emendare... Ma solo con un provvedimento successivo e con l'ingresso del nuovo anno per combattere anche la congiura del calendario che fissa, ohibò, a San Silvestro l'ultima data utile per evitare l'esercizio provvisorio del bilancio dello Stato – e così pure il tempo si fece terrorista per mettere in crisi le legittime aspirazione governative di mettere in crisi un Paese.

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*Subemendamento: “...Possono essere presentati anche emendamenti a un emendamento, i cosiddetti subemendamenti, che devono essere votati prima dell'emendamento stesso...” (sito del Senato).

**Maxi-emendamento: “La creazione di tale strumento, che rappresenta un vulnus alla qualità della normazione, completata dall’apposizione della questione di fiducia, consente al Governo di 'blindare il voto' su un testo unitario non più emendabile, e di pervenire con certezza e in tempi brevi all’approvazione, con l’ulteriore anomalia procedurale della presentazione in deroga alla scadenza ordinaria prevista dai regolamenti parlamentari per la presentazione degli emendamenti (Paola Garro); “La grande compressione dell'esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un'attenta verifica dei contenuti del provvedimento” (Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica)

***Terzo Settore: “Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto. Anche per questo vanno evitate tasse sulla bontà" (Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica).