Anche nel Sannio l'opposizione dei sindaci al decreto-Salvini ha avuto i suoi echi

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Matteo Salvini
Matteo Salvini

L'eco delle vicende politiche nazionali non sempre si spegne ai confini provinciali, per fortuna. Accade così che le ultime vicende relative al Decreto Sicurezza (definito dagli oppositori “disumano e criminogeno”) del ministro dell'Interno Salvini abbiano riflessi d'opinione anche sanniti: l'iniziativa, si direbbe di “resistenza nel nome della perduta civiltà dell'uomo”, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, contro alcuni aspetti della norma e magari attivata per giungere a un giudizio di legittimità costituzionale della stessa, non ha infatti lasciato del tutto indifferenti alcuni fra i primi cittadini della nostra provincia. Plasticamente riproducendo una tripartizione di orientamenti e valutazioni.

Per sgomberare subito il campo e determinare appunti tali decifrabili... schieramenti, va innanzitutto citato l'assoluto silenzio del MoVimento Cinque Stelle: vanterebbe nel Sannio un suo sindaco (San Nazzaro), e comunque vanta di certo senatori e deputati, quegli stessi – però - che tale Decreto hanno provveduto a votarlo e che, pertanto, ne avallano (con qualche eccezione sul territorio del Paese e non certo della provincia sannita) i discussi contenuti. La locale posizione 'governativa' sul testo, quindi, è piuttosto chiara, anche ideologicamente.

Hanno poi espresso pareri sia il sindaco berluconiano di Benevento Mastella (leggi: http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/26587/migranti-mastella-capisco-ma-non-condivido-il-gesto-di-orlando.html), che quello di Sant'Agata de' Goti e segretario provinciale del Pd Valentino (leggi: http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/26593/migranti-valentino-condivido-la-posizione-del-sindaco-orlando.html) – non tacendo la sollecitazione al proprio sindaco del consigliere comunale telesino Gianluca Aceto (leggi: http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/26600/migranti-aceto-sollecita-il-sindaco-di-telese-terme.html) e del consigliere provinciale Giuseppe Ruggiero al presidente Di Maria (leggi: http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/26600/migranti-aceto-sollecita-il-sindaco-di-telese-terme.html).

Per restare a categorie di... appartenenza, nel primo cittadino del capoluogo s'apprezza in pieno la tradizione centrista, puro democristiano style: “Capisco, ma non condivido il gesto di Orlando”, intendendosi far prevalere il senso dello Stato, evocato con i soliti aulici riferimenti (De Gasperi e Sturzo), rispetto a quello della eventuale disobbedienza. In realtà, conservando una posizione 'di mezzo' che permetta poi di aprire all'uno o all'altro versante: infatti manca, nella versione del forzista Mastella che va via via contorcendosi nell'enunciazione, qualsiasi giudizio di carattere politico (che è poi quel che ha inteso suscitare Orlando) sui contenuti del Decreto Sicurezza, contenuti peraltro che ne avrebbero dovuto suscitare un'analisi anche dal punto di vista dell'uomo profondamente cattolico.

Più chiara, e va riconosciuto, la posizione di Valentino - e con essa, per corretta estensione, anche quella non solo del Comune ma anche del partito che rappresenta. All'opposto del suo omologo beneventano, la condivisione con Orlando è piena e centrata, nel suo ragionamento, sui diritti umani contro “le politiche dell'odio sociale e del razzismo”. Un giudizio che pone l'individuo al centro, abbraccia la pietas, guarda all'inclusione ed al rispetto, all'integrazione ed alla modernità sociale secondo una linea di pensiero che, una volta, si sarebbe definita “di sinistra” - quella che in certe circostanze (come non pensare allo “Ius Soli”?) il suo partito ha smarrito nel galleggiare fra calcolo elettorale e timore di definire ancor più e meglio una sua identità.