Mastella & Co. certificano l'acqua potabile a Benevento grazie a chi ha sollecitato i controlli

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Per quanto di veloce e lineare lettura, sembra quasi di... ascoltarlo, il tono piccato della nota stampa che Palazzo Mosti ha licenziato ribadendo “l’assoluta potabilità dell’acqua erogata sul territorio cittadino”. Emerge, cioè, quel pizzico di fastidio nel confermare che i prelievi effettuati hanno dato come esito valori che “restano nettamente al di sotto dei limiti di legge”. Sembra, ancora, un conciso bollettino di vittoria su chi (deve essere l’Associazione Altrabenevento, non altri) ha instillato il bacillo-tetraclororetilene del dubbio, in più di una circostanza: insomma, il soffio vitale dell’istituzione che pensa di disarmare la pistola civile ritenuta fumante.

Eppure, a ben guardare, il Comune di Benevento questa volta non dovrebbe alimentare alcuna contrapposizione, apprezzando la funzione propositiva (di pungolo, si direbbe) di chi, in fondo, nel sollevare un problema, nel porre domande in attesa di risposte, ha motivato a tal punto gli organi di governo della comunità cittadina, nonché gli altri enti preposti alla salute pubblica (Asl, Arpac, GeSeSa), che questi, congiuntamente, hanno infine potuto scrivere: “In ogni caso, al fine di garantire un’ulteriore e maggiore tutela dei cittadini, si è stabilito che le attività di controllo e monitoraggio saranno ulteriormente intensificate e riguarderanno tutte le fonti di approvvigionamento idrico della città”. Quanto, peraltro, già avviato e ricordato al termine di una nota dal medesimo tenore che il Comune ha diffuso lo scorso 5 dicembre.

Scacciare dunque in via definitiva (“…assoluta potabilità…”) un tarlo, predisporre ulteriori approfondimenti, ma soprattutto rendere costante, e certo efficace, una attività di controllo è la migliore risposta a una sollecitazione dal basso. Che non va demonizzata ma accolta per quello che è (appunto una sollecitazione) e per quello che alla fine determina: una manovra d’insieme dei vari soggetti interessati, l’impiego delle loro competenze, la bontà dei risultati, la conseguente tranquillità per l’opinione pubblica. Sembra un circolo virtuoso piuttosto che un generatore di contrapposizioni politiche.