I gazebi: l’unico elemento di disturbo considerato nella tutela (mancante) dell’area Unesco a Benevento

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Definire controversa la vicenda “dehors” (gazebo) che sta angustiando la Benevento-Unesco da mesi è davvero un eufemismo. Pagine e pagine, a stampa e on line, poste l'una sull'altra offrono ormai un carteggio di spessore, alto quanto le polemiche generatesi fra gli enti (Comune, Soprintendenza) e i gestori commerciali della 'buffer zone' che si servono dello spazio esterno 'strutturato'.

La china che ha preso la storia non è piacevole per alcuni, ma – giusto per citare - appariva ben chiara da tempo: “Tutti i dehors che si trovano su corso Garibaldi, per la Soprintendenza che esprime tale parere, dovranno essere sostituiti soltanto con ombrelloni tavoli e sedie. L’Amministrazione continuerà a lavorare per cercare soluzioni alternative ma non voglio creare false aspettative rispetto a quella che è la reale situazione attuale”, ebbe a dichiarare il presidente della Commissione consiliare Attività produttive Mimmo Franzese, a novembre 2018. Ancor più esplicito il sindaco Mastella, sul Mattino: “«Non ho alcuna intenzione di far perdere alla città il marchio Unesco»... Tradotto vuole dire, intanto, «via i dehors». Su questo non si torna indietro. Il sindaco ha firmato le prime ordinanze di rimozione, nella prossima settimana ne arriveranno altre”.

Pur non entrando in forma e merito dei provvedimenti, di cui non si conosce il dettaglio dei contenuti, ora la cronaca parla di sequestri dei carabinieri su richiesta della Procura (leggi), ma appena ieri (il 5 gennaio) la stessa cronaca (TV7) ricordava come fosse stata “sospesa temporaneamente dal TAR l’ordinanza di rimozione dei dehors in prossimità del complesso di Santa Sofia, patrimonio Unesco”. Quindi (Gazzetta di Benevento), “le esecuzioni non si possono fare fino a quando il Tar non deciderà nel merito della questione. L'udienza prossima è stata fissata a breve, per il 16 gennaio”.

Certo un piccolo groviglio di accadimenti giudiziari del quale non si cava il bandolo, per ora, e che non può non disorientare l'opinione pubblica.

Varrà però la pena ricordare una cosa, almeno una cosa rispetto alla quale la medesima opinione pubblica ha qualche strumento di decifrazione in più, e gli enti coinvolti qualche freccia in meno in faretra: i dehors sono la copertina a tinte sgargianti della storia così edita. Non ci sono finora, né ci sono stati, infatti, pareri vincolanti della Soprintendenza sulle modalità politiche di valorizzazione e tutela dell'area o delle Ordinanze sindacali 'restrittive' della maleducazione e della inciviltà non delle cose ma degli uomini; delle frotte assiepate nei fine settimana o nei giorni di feste nazionalpopolari che la tanto predicata 'buffer zone' si... premura di ospitare suggerendo anche significativi innalzamenti dei tassi, alcolici.

Il gazebo deturpa, rompe l'armonia architettonica, frastaglia il panorama, occulta le bellezze artistiche, e ci può stare. La vandalizzazzione 'immateriale', a suon di decibel, bottiglie, parcheggi selvaggi, sudiciume vario a memento del baccanale gode di liceità nel controllo, e ci può stare: anzi, ci sta proprio.