Tante scuole comunali a Benevento "sono nella peste": le parziali risultanze delle verifiche antisismiche impongono interventi urgentissimi

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E' la relazione tecnica del dirigente comunale del Settore Opere Pubbliche del Comune di Benevento Maurizio Perlingieri, ingegnere, che rende noto a Sindaco, assessore alle Opere pubbliche (Pasquariello) e all'Istruzione (Del Prete), Segretario generale dell'ente l'esito delle valutazioni della sicurezza relativa agli edifici scolastici comunali, la madre dell'Ordinanza 3/2019 firmata da Mastella; con essa viene adottato il provvedimento restrittivo dell'immediata chiusura – perché non sono state soddisfatte innanzitutto le verifiche relative ai carichi verticali - di tre strutture cittadine, quelle della “Bosco Lucarelli”, della “Silvio Pellico” e della palestra Amato. Con tale relazione, però, o accanto a essa, non stati anche esplicitati i dettagli del “Piano B” (il reperimento delle aule alternative o altre soluzioni) celebrato a mezzo degli organi di informazione amici... qualche giorno prima e annunciato dal sindaco fin da settembre.

La relazione-Perlingieri dà conto dell'oggi, riepilogando lo stato dell'arte di ciò che è stato eseguito, mentre altre tredici verifiche sono ancora in corso, ritardo foriero di preoccupazioni ulteriori per le comunità interessate (intese nel loro raggio più ampio: alunni, genitori, personale) che sono ancora all'oscuro e ci si augura per poco, della vulnerabilità a un terremoto di quegli edifici che potrebbero aaggiungere ai tre casi di chiusura, dettando particolari urgenze.

Con la speranza, finora sempre vana, che palazzo Mosti eviti consueti spifferi e veline che nocciono alla causa istituzionale dell'informazione per tutti, rendendo noti subito gli esiti residui così come essi verranno comunicati dal dirigente, non certo per sottrarre la materia allo 'scoop' (meglio: allo scopo di uno scoperto collateralismo), ma per evitare situazioni paradossali come quelle ad esempio verificatesi venerdì 11 gennaio. Quando la protesta in mattinata dei genitori degli alunni della Bosco Lucarelli (“...vogliamo chiarezza”), edotti dallo stillicidio solo di mezze parole lasciate filtrare colpevolmente, visto il clima che hanno creato, sulla chiusura della scuola, e l'imbarazzo della dirigente scolastica (“...ad oggi, non abbiamo alcuna certezza né notizie di eventuali chiusure”: Ottopagine), hanno preceduto appena di qualche ora la decisione del primo cittadino.


Il testo redatto da Perlingieri, che sovrintende alle verifiche assegnate a professionisti di riferimento del Comune, consta di due parti. La prima, praticamente oltre il 60% dell'intera stesura, è un’articolata premessa che delinea il quadro normativo, le implicazioni operative a esso connesse, le sue evoluzioni e pure le sue incertezze e limiti: si pensi – giusto come esempio – agli aggiornamenti legislativi che si accumulano o alle proroghe, cioè agli spostamenti di date (fu) tassative di scadenza, proroghe che giocano tutto sommato con la salute pubblica. Infine, approda ai risultati delle valutazioni della sicurezza operate sugli edifici scolastici di proprietà comunale - che è poi quanto emerso (nella parzialità dei casi affrontati) con fragore nell'Ordinanza sindacale -.
La seconda è la tabella sintetica degli esiti scuola per scuola.

Si è ancora lontani da un quadro d'insieme per via dei tanti controlli in corso in numero maggiore rispetto a quelli espletati, ma vicini a un assunto di difficile confutazione: tante scuole cittadine 'sono nella peste' e la relazione tecnica stessa si pone oggi (e non che in passato non ci siano state valutazioni siffatte anche a cura di amministrazioni di diverso colore), pur nella sua incompletezza, come una pietra angolare da cui far discendere la concretezza dell'impegno politico/amministrativo nell'attualità e nell'immediato futuro, anche in considerazione del cosiddetto “tempo di intervento, il numero di anni per il quale la costruzione può ritenersi sicura nei confronti di quella specifica vulnerabilità”. Se esso “risulta minore o uguale a due anni si configura 'un particolare elemento di rischio' che implica urgenza di interventi, ovvero i provvedimenti necessari alla riduzione di quest'ultimo a valori accettabili devono essere adottati nel minor tempo possibile”. E gli orizzonti temporali delle strutture analizzate, al di fuori di quelle chiuse, non sono molto dilatati.

In più, “è appena il caso di ricordare che la valutazione sulla sicurezza è il primo passo a cui, ai fini dell'inserimento di un'opera nella programmazione triennale, deve necessariamente seguire la redazione di un progetto, con tutto ciò che ne consegue in termini di tempo, necessario per espletare le procedure di affidamento e per l'esecuzione della prestazione di progettazione nonché per l'acquisizione dei necessari pareri, ed in termini di risorse economiche che quasi mai sono disponibili in capo agli Enti pubblici e in particolare alle amministrazioni locali”.