I doppi turni a Benevento non esordiranno ora che due scuole insicure sono state finalmente chiuse

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

Ha un sapore antico, la conferenza stampa nel corso della quale il sindaco di Benevento Clemente Mastella (Forza Italia) – contornato dai suoi amministratori - ha spiegato i motivi della chiusura di due strutture scolastiche e le soluzioni escogitate per far fronte alla necessità, tutt’altro che imprevedibile. Intanto (diamo a Cesare quel che gli spetta), s'inorgoglisce qualche testata giornalistica nell'ascriversi il merito di consuete e succose anticipazioni (i 'doppi turni'), evidentemente convinta che: il panorama edilizio cittadino di settore potesse offrire qualcosa di diverso che un dirottamento altrove, fondando sul senso di ospitalità e responsabilità di altri dirigenti; o che i genitori potessero farsi carico dell'istruzione domiciliare dei propri figli; o che i docenti potessero trasformarsi in 'maestri di strada', in senso meno sociale e più letterale. E poi, appunto, c'è l'amarcord.

Suscitato dalle parole del primo cittadino in chi, certo un po' avanti negli anni, ricorda di aver visto sorgere a Benevento la sua giornata di apprendimenti sui banchi non con le prime brume mattutine ma con il tintinnio della tazzina di caffè dei genitori... dopo la frutta. Quando si spostava la sedia dal tavolo e ci si avviava, mano nella mano, all'agognata meta per affrontare appunto il lungo pomeriggio di fronte alla lavagna (qualche volta pure dietro...), cercando di scacciare il disagio del ritmo invertito rispetto a più fortunati compagni di giochi (la maggioranza), che al contrario si ritrovavano per il diletto che ai pochi della mattina era in larga parte negato: vuoi per il numero ridotto di sodali, vuoi per l'abitudine – a questo punto... - di tirare tardi fra le coltri.

La via d'uscita obbligatoria del ' doppio turno ', insomma è datata e, nella necessità, efficace, sul breve periodo, anche se costringe a ovvie modifiche degli andamenti familiari.

E poi c'è la polemica politica. Sull'immobilismo, soprattutto. Come sempre si ritorna al passato: “Voglio sottolineare - ha detto Mastella - che questo provvedimento fa riferimento ad una legge del 2003 e prima della mia amministrazione nessuno si era interessato alla vicenda”. Sarà anche vero, come è vero che la 'sua' amministrazione non è subentrata alla vecchia/alle vecchie appena ieri, ma nel giugno 2016, e dunque qualche piccolo ritardo od omissione o disattenzione l'avrà pur patita in prima persona. E sull'incapacità dell'oggi di andare oltre l'immediatezza di questi provvedimenti arriva anche il rimprovero locale al Movimento Cinque Stelle, partito che – come sappiamo – in tema di opere pubbliche sta dando il meglio di sé ora che governa, non una città ma il Paese...

Infine, per ora si è in stallo su come verrà parata la situazione della palestra Amato, dove agivano alcune società sportive. E' chiaro che ci si trovi dinanzi ad un problema di importanza inferiore rispetto alla garanzia della validità dell'anno scolastico per i bambini e le bambine coinvolti dalla chiusura delle loro scuole, ma non va neppure sottovalutata la funzione sociale da tali società esercitata su una platea di giovanissimi e meno attraverso l'educazione agonistica ai valori del rispetto e del 'fare squadra'.