Ci vuole più dell'ironia per ricostruire un’attendibilità di sinistra al PD di Benevento

- Opinioni di Giovanni Festa
Furno, in primo piano con la sciarpa, De Lorenzo alle sue spalle e altri dirigenti del PD beneventano
Furno, in primo piano con la sciarpa, De Lorenzo alle sue spalle e altri dirigenti del PD beneventano

Quando vengono pizzicate le corde dell’ironia si è davvero all’arma “fine di mondo”. E la lettera dell’iscritto Pd Antonio Furno, pubblicata sul Vaglio.it, nei suoi toni distanti da qualsiasi inclinazione d'offesa ma venati d’una arguzia di grana grossa mostra con forza maggiore di qualunque protesta conclamata l’abito del disagio e dello spaesamento indossato, stavolta prendendo a pretesto il percorso d’onori di un alfiere dei ‘dem’ sanniti e un ‘accalappiavoti’ come Luigi Scarinzi. Migrato, però, col suo bagaglio di nuove/vecchie/alimentate ambizioni e preferenze in Forza Italia. E’ indirizzata, la summenzionata missiva, al segretario del circolo PD di Benevento, Giovanni De Lorenzo.

Certo per un peccato di ottimismo: perché appare piuttosto difficile ipotizzare che De Lorenzo abbia preso parte attiva a un qualunque processo decisionale in seno al partito. D’altra parte se il capogruppo Pd a palazzo Mosti, il più votato dai beneventani Francesco De Pierro (che per ora ha un percorso inverso rispetto a Scarinzi - da Mastella al PD- , e pur sempre è acquisizione di seconda mano politica), ammette con candore in un’intervista a Enzo Colarusso di LabTv che per il suo partito non c’è un futuro e che lo stesso “va costruito”, che “voglio una road map” e soprattutto che è all’oscuro di tutto – strategie, nomi, iniziative, eccetera -, e se su Ottopagine Federico Festa può scrivere che il meccanismo precongressuale in movimento è costituito da votazioni “finte… di plastica. Meglio: di cera”, evocando numeri (cioè consistenza identitaria) ‘condominiali’ per la compagine locale, ebbene si delinea al meglio la sagoma del Partito Democratico nel Sannio: costruito, nel laboratorio di voti (pochi) e credibilità (poca), sulla mera sopravvivenza politica della sua classe dirigente attuale, tanto maggioritaria (De Caro-Mortaruolo-Valentino) quanto di – riscoperta - minoranza (Del Vecchio).

Ci vuole purtroppo ben altro che l’ironia per ricostruire un’istanza sociale attendibile e una domanda di ‘sinistra’ per contenuti.