Le scelte indigeste dei 4 parlamentari sanniti del M5S: diversi ieri ma anche oggi

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Sabrina Ricciardi , una dei quattro parlamentari sanniti del M5S
Sabrina Ricciardi , una dei quattro parlamentari sanniti del M5S

“Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione nei confronti del senatore Matteo Salvini nella sua qualità di Ministro dell'interno pro tempore, per i reati di cui all'articolo 605, commi primo, secondo, numero 2, e terzo, del codice penale (sequestro di persona aggravato)” - Presentato da Procuratore Distrettuale della Repubblica di Catania, il 23 gennaio 2019; annunciato nella seduta n. 82 del 23 gennaio 2019. Assegnato alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato della Repubblica il 23 gennaio 2019; annuncio nella seduta n. 82 del 23 gennaio 2019.
Una primizia, una spiacevole primizia...
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“Capitani (non) coraggiosi” è una lettura lontana ovviamente dall'originale capolavoro di Kipling, ma resa attuale, nel tormentato (per il Paese) periodo politico, dalla retromarcia innestata dal ministro dell'Interno del Governo giallo-verde: dalle 'diciotti' certezze su eventuali processi da affrontare al dubbio di una eventuale, rovinosa caduta all'ombra del brocardo aggrappato alle pareti dei tribunali che, ostinatamente, vuole tutti i cittadini uguali dinanzi alla Legge.

Lo schermo del sopravvenuto desiderio di immunità, quindi, altrettanto ostinatamente invisa al suo maggiore alleato di governo, porrà dinanzi a una responsabilità del tutto nuova i parlamentari grillini: se far prevalere o meno le ragioni della poltrona occupata.

Cosa faranno i parmantari sanniti nei due grandi rami istituzionali: aiuteranno la digestione del rospo o no, si schiereranno per l'immunità a Savini o lo faranno processare?

L'interrogativo è più pertinente se rivolto a Sabrina Ricciardi o Pasquale Maglione, senatrice ed onorevole rispettivamente: si tratta di due esponenti di militanza 'antica', sempre battaglieri, polemisti di rango, veri custodi dell'ortodossia pentastellata. Esattamente quanto potrebbe essere rivoltato con un voto all'insegna della 'realpolitik'.

Ha un sapore meno aspro, invece, per le altre due rappresentanti, Danila De Lucia a palazzo Madama e Angela Ianaro a Montecitorio, delle quali solo in dirittura d'arrivo pre-elettorale s'è scoperta la fede politica, in precedenza celata talmente bene che, non conoscendosi un personale pensiero sul tema 'castale', la stessa patirebbe minori crisi di identità e un'osservanza più leggera della giustificazione che sarà eventualmente addotta.

Per intanto, bastano il dubbio e una credibilità sempre più ricca di crepe, che si nutre di (in)opportuni e sconcertanti silenzi sugli argomenti controversi e di esternazioni, le più varie, su questioni che richiedono minore sensibilità politica. Peraltro pure andando in ordine sparso, a testimonianza di un indice di coesione piuttosto lasco. Di recente, infatti, la Ianaro ha firmato - da sola - alcuni comunicati stampa (TUB, federalismo fiscale, piano ospedaliero regionale, ddl tumori - per esempio), e gli altri tre hanno... restituito da ultimo la pariglia sulla viabilità fortorina, specificando in calce a quanto spedito via mail che “il comunicato è a firma: Sen. Danila De Lucia, Sen. Sabrina Ricciardi, Dep. Pasquale Maglione”. E pensare che una volta erano solo i 'portavoce' del MoVimento. E addirittura su Anteprima24 si definivano “i 4 moschettieri per il Sannio”, - n questa circostanza ridottisi alla corretta indicazione del titolo del romanzo di Dumas.