L'ironia, il Pd, la replica di Furno: va riscoperto il senso dello stupore

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Da Antonio Furno riceviamo e volentieri pubblichiamo: "Caro Direttore, ti ringrazio ancora per l'ospitalità, cercherò anche questa volta di non abusarne troppo. Ho letto l'articolo che Giovanni Festa ha scritto a commento della mia finta lettera aperta (leggi) a Giovanni De Lorenzo inviata a Il Vaglio. Come mi ha scritto una persona intelligente su Facebook, l'ironia è una gran bella cosa, ma spesso si rischia di essere elitari, cioè si rischia di capirsi tra pochi. Mi sono divertito molto a fare il finto tonto e a scrivere quella lettera, lo ammetto, e ho incontrato molti amici che mi hanno detto di essersi divertiti a leggerla. Però mi sembra ovvio, anche leggendo il pezzo di Festa, che si è un po' perso il succo del mio discorso e del mio pensiero, forse proprio per colpa dell'ironia. Perciò ci provo ancora una volta, usando un registro diverso.

Quello che stavo cercando di raccontare è che secondo me in politica ci stiamo abituando ad assistere alle cose più assurde e abbiamo perso la capacità di stupirci. Non dico di "indignarsi", perché spesso l'indignazione è frutto di un'analisi superficiale e un po' naïve, ma dovremmo cercare almeno di riscoprire il senso dello stupore di fronte ad alcune scelte politiche.

Faccio un breve elenco di notizie per cui l'opinione pubblica avrebbe dovuto reagire con un minimo di stupore. C'è un senatore della Repubblica che ha diffuso un testo contenente riferimenti ai "Savi di Sion". Quel senatore non si è ancora dimesso. C'è un sottosegretario agli Affari Esteri che ha dichiarato che il Presidente della Repubblica francese soffre di "sindrome del pene piccolo". Quel sottosegretario non si è ancora dimesso. C'è un ministro degli interni che entra in Parlamento travestito da poliziotto. Quel ministro è oggi il politico più importante d'Italia. Ci sono alcuni consiglieri comunali eletti nelle file dell'opposizione nel comune di Benevento che sono passati con la maggioranza. Uno di questi consiglieri, eletto nella lista PD, dopo pochissimo tempo è passato in maggioranza fino ad essere nominato capogruppo di Forza Italia.

Io trovo incredibile che accadano queste cose in un generale silenzio dell'opinione pubblica, un'opinione pubblica che sembra stordita, quasi anestetizzata. Dal piccolo comune della provincia meridionale, fino ai vertici dello Stato italiano, stiamo assistendo ad eventi fuori dalla norma. Forse ci siamo arrivati per gradi, dopo un trentennio di lenta deriva verso questa condizione di degrado del buonsenso; probabilmente siamo arrivati a questo punto anche per colpa di molti politici e intellettuali di sinistra; sicuramente il degrado è stato in gran parte causato dal berlusconismo e dai suoi attacchi allo stato di diritto, ma ormai stiamo qua, nell'era dell'anestesia. E in qualche modo bisogna uscirne.

Ecco, io spero, nel mio piccolo, che la mia ironia grossolana e urticante possa un giorno svegliare almeno una parte dell'opinione pubblica. Spero che i miei pochi lettori possano un giorno riprendere a stupirsi e inizino a chiedere conto ai nostri rappresentanti delle loro assurde, incredibili e perfino ridicole scelte".

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Ringraziamo Antonio Furno per l'interesse. Lo rassicuriamo sull'incredulità da provare dinanzi allo spettacolo politico attuale: non si finisce mai di essere increduli nel modesto lavoro quotidiano di questa testata giornalistica. Comprendiamo il suo senso di stupore, che è compagno di strada sempre presente nel modesto lavoro quotidiano di questa testata giornalistica.

Ricordiamo che la sua finta lettera, gravida di un'ironia di cui non si è perso affatto il senso, ha costituito lo spunto a latere (l'ennesimo) per una modesta riflessione sullo stato dell'arte nel maggior partito del centrosinistra locale, che quanto ad ironia accusa vistose carenze. Osserviamo che il tono un po' serioso della sua risposta toglie smalto all'uso dell'ironia nella sua finta lettera, depotenziandola e accrescendo di riflesso un senso di stupore. (g.f.)