Convenzione Stadio, Mastella: abbiamo intenzioni costruttive e dialoganti

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Scrive il sindaco di Benevento, Clemente Mastella: "Le vicende di questi ultimi giorni hanno evidentemente acceso i toni di una polemica che si è innescata inutilmente e per una frase estrapolata ad arte, rispetto ad altre che invece ne esprimevano il senso compiuto. Mi pare che siamo fuori strada in modo non corretto. Le intenzioni della mia Amministrazione sono ben altre: costruttive e dialoganti. La gestione dello stadio Vigorito sta a cuore dell’Amministrazione da me presieduta, così come mi stanno a cuore le sorti della nostra compagine sportiva per i cui risultati non possiamo che rinnovare la stima al presidente Vigorito.

I due piani della vicenda devono però essere distinti: da un canto vi è un sodalizio sportivo che ha necessità nella gestione del proprio impianto, dall’altro vi è un’Amministrazione comunale che deve gestire la cosa pubblica nel rispetto di elementari parametri di correttezza e trasparenza. La mia Amministrazione ha ereditato questa vicenda, come a tutti noto, dopo anni di sostanziale inefficienza: a fronte di una convenzione 2006/2016 la gestione del rapporto susseguente da parte degli uffici è stata praticamente carente e ciò ha portato alle difficoltà a tutti note. Da un canto il Comune ha continuato nella gestione delle utenze – anche per l’utilizzo in proprio di alcune strutture dell’impianto (vedasi bar e wc ed il mercato antistante) – dall’altro la società sportiva si è gravata degli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria anche conseguenti alle disposizioni della Federazione per quanto riguarda la sicurezza di impianti sportivi. La ricostruzione a posteriori della vicenda non è agevole e dunque se da un canto vi è certezza sul valore delle utenze, dall’altro gli Uffici comunali hanno allineato computi e valori delle opere eseguite. Sulla base delle risultanze finali, auspichiamo si possa, in serenità, pervenire ad un accordo che noi auguriamo e fermamente vogliamo, con la società sportiva.

Però anche in presenza di grandi passioni amorose, a sposarsi bisogna essere in due”.