Un suicidio: quanto di più intrigante su cui scrivere per i ‘giornalisti’ sanniti

- Cronaca IlVaglio.it

Una tragedia, quella accaduta a San Bartolomeo, che ha segnato profondamente due famiglie”, e che è divenuta materia d'informazione (?) per una cerchia decisamente meno ristretta una volta tagliato il traguardo della pagina a stampa o dello schermo di un dispositivo elettronico. Così va il mondo, da queste parti, con un evento inclassificabile come un suicidio.

Un dramma, l'agghiacciante scoperta, stupore e dolore, “tante le ipotesi che si avanzano fra i capannelli di piazza”, veicolando la piazza fisica in quella virtuale. Lo spioncino sull'intimità s'allarga a dismisura: “Inutili i tentativi di rianimare la donna”. E si pensi a chi è intervenuto: non si è sorprendentemente potuto “fare altro che constatare il decesso”. E sorpresa è stata anche “l'intera comunità”. E la geografia anagrafico/professionale dell'atto viene circoscritta con il riconoscere il gesto “di un medico peraltro molto stimato in paese”.
Per fortuna si tranquillizza il mondo normale: “Ancora da chiarire i motivi che hanno portato la donna a compiere l’insano gesto”. Qualche concreta ipotesi si potrà mai avanzare? “Probabilmente presa da un momento di sconforto la donna ha deciso di tagliare i conti con la propria esistenza”.

Ecco, siamo in fiduciosa attesa di un racconto ancor più intrigante nei testi del ‘giornalismo’ sannita: quello di un suicida che deciderà di recidere i ponti alle sue spalle forte di un momento di gioia.
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“Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. ...un tempo per tacere e un tempo per parlare” (Ecclesiaste 3).
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