Ha tanto da fare alla Provincia, ma Parente guiderà anche la Commissione Sport al Comune

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Renato Parente
Renato Parente

Si completa il puzzle delle presidenze delle commissioni consiliari, al Comune di Benevento: tocca a Renato Parente, senza sorpresa alcuna, assumere quella della Commissione Sport succedendo al dimissionario (appena ieri, luglio 2018...) Luca Paglia. Non sorprende neppure l'altra indicazione della maggioranza, che si è data e ha dato la vicepresidenza a Marcellino Aversano, esponente allo stato di non più chiara matrice politica, peraltro non nuovo alla funzione di 'vicario' nella medesima Commissione. Lo stallo, intanto, è durato metà anno senza che in fondo nulla e nessuno patissero conseguenze per la lunga inattività.

Ma evidentemente il ritorno di fiamma delle polemiche sulla convenzione dello stadio in Santa Colomba (argomento da intavolare appunto in tale Commissione, fra altri e altrettanto importanti inerenti la vicenda degli impianti) ha suggerito un'accelerazione nel nome e sul nome di un esponente molto vicino al sindaco di Benevento (il berlusconiano Clemente Mastella) del quale non a caso è stato anche capo della segreteria politica a palazzo Mosti.

Non intendendosi affatto discutere le capacità nella materia del consigliere Parente, va invece discussa l'utilità della sua elezione alla massima carica in questa Commissione. Oltre l'impegno professionale personale e quello politico al Comune, infatti, Parente, dalla fine del 2018 è anche entrato a far parte dell'Ufficio di Staff del neoeletto presidente della Provincia, il pure mastelliano Antonio Di Maria. Il ruolo solo in apparenza è marginale. Basta infatti dare una rapida scorsa al decreto di nomina per leggere di Parente, scelto fra 19 candidati, come dell'”addetto alle relazioni interne ed esterne che coadiuvi il Presidente nella cura dei rapporti con i consiglieri delegati, con i partiti politi, gli altri enti locali del territorio, le società partecipate”. Il tutto nella cornice di una vera e propria assunzione a tempo determinato (63.000 euro circa il costo annuo della sua e di un'altra figura, l'addetto alla segreteria, del medesimo Ufficio di Staff) della durata pari al mandato amministrativo del Presidente. E c’è di più.

Va considerato, infatti, che l’attività del Presidente della Provincia di Benevento “comporta una presenza fattiva sia nella sede della Provincia che presso altri Enti per lo svolgimento di riunioni, incontri operativi” eccetera, e tale attività può svolgersi “sia in orario di servizio che in tarda serata, sia nell’ambito del territorio cittadino che in altri comuni, sia nei giorni feriali che in quelli festivi”: di conseguenza, i compiti e le funzioni dello Staff (che annovera Parente) sono “molteplici e complessi e non si esauriscono nell’arco temporale del normale orario di lavoro”.

E Parente, “chiamato a collaborare alle dirette dipendenze del Presidente, deve assicurare una completa disponibilità” (Delibera 3/2019). Al punto, fra l’altro, non inquadrandosi “l’attività svolta dal dipendente (sempre Renato Parente, ndr) con un preciso orario di lavoro (fermo restando l’obbligo di un minimo settimanale di 36 ore)”, di ricevere – con decorrenza dal 1° gennaio – “in aggiunta al trattamento economico tabellare una indennità accessoria ad personam sostitutiva dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale quantificata in 298,16 al mese per un anno (al lordo degli oneri delle ritenute di legge)”.

Sulla carta, insomma, il tempo che Parente potrà dedicare anche alla funzione apicale in Commissione Sport sarà davvero parte di un'opera di arduo incastro che non può non far interrogare sull'opportunità della scelta. E, oltretutto, non si comprende perché debba essere riservato – alla materia della Commissione Sport del Comune di Benevento – questo trattamento da figlia di un dio minore.