So di non sapere, intanto scrivo: la filosofia di Socrate non bagna il Sannio e i suoi politici

- Politica Istituzioni di Carlo Panella
Ceppaloni
Ceppaloni

Socrate, il grande filosofo greco dell'antichità, non lasciò nulla di scritto. Del di lui pensiero fortunatamente scrisse Platone nell'Apologia dalla quale è stata estrapolata la sintetica frase, nota ai più: "So di non sapere". Socrate, indicato dall'oracolo, mediante Pizia, come il più sapiente del suo tempo, informato di ciò, si guardò bene dal compiacersene. Conscio di quanto in realtà ignorasse, il filosofo andò oltre. Si confrontò, quindi, con coloro all’epoca riconosciuti come sapienti, verificando in realtà quanto non lo fossero, benché convinti di esserlo. Per questo, serenamente, il filosofo affermava di sapere di non sapere, ma tale condizione lo poneva in una situazione migliore rispetto agli altri che invece credevano, erroneamente, di sapere. La consapevolezza della propria ignoranza era la conoscenza più importante.
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25 secoli dopo, pur senza essere come Socrate (morto nel 399 a.C.) e totalmente digiuni di filosofia, a nessuno – come minimo - dovrebbe venire in mente di affermare qualcosa non avendone certezza. A nessun cittadino e quindi ancor più a un rappresentante delle istituzioni. Purtroppo non è così.

Una nota odierna dell'europarlamentare (sannita) del M5S, Piernicola Pedicini (ma non è lui il primo, né il solo politico ad agire così) lancia accuse (gravi), fa pure nomi e cognomi ma serafico aggiunge che quel che sta denunciando non lo ha ancora verificato. Sostiene il pentastellato: “Se fosse vero che i fondi arrivati a due cittadini di Ceppaloni, per i danni subiti dagli eventi alluvionali del 2015, siano in realtà un abuso, ci troveremmo di fronte a un gravissimo caso di ingiustizia oltre che a un evento totalmente illecito. Come M5S verificheremo quanto prima, che i fondi ricevuti siano effettivamente stati destinati ad abitazioni danneggiate dall’alluvione”.

Si legge ancora nella sua nota: “Il Comune di Ceppaloni aveva subito qualche lieve danno a ridosso della località Rotola attraversata dal fiume Sabato. Danni irrilevanti di cui nemmeno la cronaca locale diede notizia, ma che furono sufficienti per inserire il comune tra gli enti che avrebbero potuto beneficiare dei contributi di ricostruzione… Il 27 gennaio 2017 però la Direzione Generale per i Lavori pubblici e la Protezione Civile della Regione Campania, ha comunicato al Comune l’elenco dei beneficiari con l’importo del finanziamento agevolato a due beneficiari rispettivamente 68 mila euro e 60 mila euro”. Poi la nota snocciola nomi: di un amministratore e di un beneficiario chiaramente individuabile per l’esplicitato rapporto di parentela con l’amministratore citato.

Dopo un classico passaggio retorico sulla specificata parentela - “un fatto che costituisce senz’altro una casualità” - la nota così termina: “Per questo motivo, l’europarlamentare e portavoce M5S Piernicola Pedicini si attiverà per verificare se siano stati rispettati i parametri per l’erogazione dei fondi”. Si attiverà…
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Se un giornale incautamente pubblicasse tale nota, integralmente, come ricevuta dal politico, in caso di mancata rispondenza al vero di quanto ipotizzato, potrebbe incorrere in seri guai giudiziari, in sede penale e civile, per una commessa diffamazione.
Fortunatamente, qui non abbiamo cominciato il mestiere oggi o cinque anni fa e, da decenni, cerchiamo di essere sempre molto attenti a quel che pubblichiamo, per scrupolo professionale, ma anche perché i giornalisti non godono, come gli eletti, di immunità per quanto dichiarato pur se non rispondente al vero.

Ma qui non vogliamo denunciare l’immunità parlamentare (che ha una sua ragion d’essere, sempre valevole e non solo quando si tratta di salvare ministri amici), bensì le modalità con cui si comunica oggi, in politica e non solo, il livello raggiunto. C’è una sempre maggiore deresponsabilizzazione su quanto si scrive, soprattutto sui social dove ognuno veicola quel che gli pare, conosca o meno, ciò di cui tratta. E i risultati fanno sempre più rabbrividire.
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E ancora soccorre Socrate, in conclusione, per il quale la consapevolezza della propria ignoranza, il suo valore, non è il fine, ma solo il punto di partenza: una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. Lo scopo, dunque, è cercare verità più profonde. Non fermarsi alla superficie. E allora, in futuro, voi politici tutti, approfondite prima e solo poi parlate o scrivete.