Mani sulla città – Nuova svolta nel processo-lumaca sugli appalti a Benevento. Il PM chiede 16 condanne, 19 assoluzioni e 17 prescrizioni

- Cronaca IlVaglio.it

La Procura della Repubblica di Benevento, in udienza stamattina rappresentata dalla sostituta Assunta Tillo, ha formulato, dopo quasi tre ore di requisitoria, le richieste di condanna (16), di assoluzione (19) e di intervenuta prescrizione (17), a carico delle 40 persone e delle 12 imprese imputati del processo Mani sulla città. L’inchiesta, protrattasi per vari anni e inizialmente avviata dal PM Antonio Clemente, emerse l'8 gennaio del 2013 e fece rumore per le gravi accuse formulate, e i provvedimenti cautelari adottati, nei confronti dei massimi esponenti dell’allora amministrazione civica di centrosinistra, di funzionari e impiegati del Comune di Benevento e di noti imprenditori locali. Il rinvio a giudizio ci fu nel lontano 3 luglio 2014.

Successivamente, 8 dei 48 imputati originari, dal giugno 2018, sono stati già posti fuori da questo processo-lumaca, per pronunciata prescrizione (i fatti indagati per anni, allora, risalivano addirittura al 2006). La Procura chiese addirittura la prescrizione per 22 capi di accusa dei 27 che aveva ipotizzato anni prima. Un procedimento che ora, stancamente, dopo essere passato nella mani di mani di vari (4) pm, si avvia verso la pronuncia della sentenza di primo grado prevista per metà aprile prossimo. Si proseguirà intanto con le arringhe dei difensori, il 28 marzo la prossima udienza.

Della requisitoria odierna qui riportiamo solo alcuni brevi ma salienti passi, come dal virgolettato delle cronache giudiziarie di Anteprima 24 e Ottopagine. Nel chiedere le condanne Tillo ha fatto riferimento all’esistenza di “un patto tra imprese e amministratori fatto di concussioni e corruzioni che attraverso il pagamento del 10% in più sugli appalti permetteva alle aziende di lavorare in un sistema a cui nessuno si poteva sottrarre altrimenti non avrebbero più lavorato per il Comune”. Tuttavia, l’istruttoria condotta dall’allora Procura di Benevento, in merito alle indagini sulle imprese, però, è stata definita - dalla Procura della Repubblica di oggi - “carentissima”, per cui ha dovuto chiedere l’assoluzione a causa di “inconsistenti elementi probatori e alla pochezza dell’istruttoria dibattimentale”.

Inizialmente e per vari anni sono stati indagati gli appalti e servizi del Comune con il successivo rinvio a giudizio per vari reati ipotizzati: peculato, corruzione, concussione anche finalizzata a consensi elettorali, truffa, falso, abuso d’ufficio.

Queste le odierne 16 richieste di condanna per:
Fausto Pepe, ex sindaco di Benevento, 5 anni di reclusione per falso, corruzione elettorale, abuso d'ufficio e truffa;
Luigi Boccalone, allora presidente del Consiglio comunale di Benevento, 8 anni di reclusione per corruzione e concussione;
Claudio Mosè Principe, ex assessore comunale ai Lavori pubblici, 7 anni di reclusione per concussione e corruzione;
Aldo Damiano 6 anni di reclusione per concussione e corruzione, più 5 anni per falso, corruzione elettorale, abuso d'ufficio e truffa;
Mario Ferraro (presidente della cooperativa sociale San Valentino), e Cosimo Nardone (vicepresidente di detta coop) 5 anni per falso, corruzione elettorale, truffa, abuso di ufficio;
Mario Siciliano, imprenditore, 8 anni di reclusione per concussione, corruzione e violazioni tributarie;
Pietro Ciardiello e Luigi Tedesco, imprenditori e Antonio Cavaliere (direttore tecnico di impresa), 4 anni di reclusione per corruzione;
Giovanni Fantasia, comandante dei vigili urbani del Comune, 3 anni per falso;
Giovanni Racioppi, funzionario del Comune di Benevento, 4 anni di reclusione per corruzione;
Roberto La Peccerella, funzionario del Comune, 7 anni e 6 mesi per concussione, abuso d’ufficio, truffa e falso;
Andrea Lanzalone, dirigente del Comune, 4 anni e 6 mesi per falso, abuso d’ufficio e truffa:
Lorena Lombardi, funzionaria comunale, 3 anni e 6 mesi per abuso d’ufficio e falso;
Andrea Scocca, funzionario comunale, 1 anno e 6 mesi per truffa.

Queste le odierne 19 proposte di assoluzione formulate dalla pubblica accusa per:
12 società: Gesico, Sama costruzioni, Impresa Salvatore Maggio, Pietro Ciardiello srl, Siciliano Mario Impresa edile, Siciliano Giuseppe impresa edile, Artistica Srl, Consorzio Archè, Costruendo, Progettare e Kostruire, PDG di Pallotta Giovanni, Costruzione e restauri Capossela;
nonché 7 richieste di assoluzioni per i sopraccitati Fausto Pepe e Andrea Lanzalone in relazione all’ipotizzato reato di peculato, Vincenzo Rosiello (ingegnere) e Renato Lisi (già assessore comunale) per l’ipotizzata corruzione;
assoluzione - da ogni imputazione – invece per: Cipriano Di Puorto, presidente del ‘Consorzio Stabile Archè’; Maurizio Lando, amministratore della ‘Diamond Road’ ed ex amministratore della ‘Costruendo srl’; Angelo Diana, tecnico di fiducia di Cavaliere; Annamaria Villanacci, funzionaria del Comune di Benevento; Giuseppe Somma, geometra del Comune di Benevento.

Chiesta la dichiarazione di intervenuta prescrizione per:
Giuseppe Pellegrino, funzionario del Comune di Benevento; Achille Timossi, funzionario del Comune di Benevento; Mario De Lorenzo, funzionario del Comune di Benevento; Fernando Capone, già dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Benevento; Giancarlo Sperduti, 72 anni, geometra del Comune di Benevento; Antonio Chiantese, amministratore della ‘Sama sas’; Angelo De Maria, ex amministratore della ‘Sama sas’; Salvatore Maggio, imprenditore; Giovanna Bianchini, amministratrice della ‘Costruzioni e Restauri Capossela; Silvano Capossela, direttore tecnico della ‘Progettare e Kostruire srl’ e della ‘Costruzione e Restauri Capossela srl; Antonio Cusano, ingegnere; Giovanni Cusano e Vincenzo Reppucci, ex appartenenti al Corpo forestale; Ludovico Papa, architetto; Giovanni Pallotta; Raffaella Reppucci; Anna Maria Sparandeo.

La prescrizione per 15 capi di accusa, dei 22 richiesti al Gup, il 21 giugno 2018, scattò in favore di 26 persone. Alcune di queste sono rimaste imputate fino a oggi per altri capi di accusa (Fausto Pepe, Aldo Damiano, Giuseppe Pellegrino, Giovanni Racioppi, Roberto La Peccerella, Achille Timossi, Giuseppe Somma, Andrea Scocca, Mario De Lorenzo, Giancarlo Sperduti, Salvatore Maggio, Antonio Chiantese, Angelo De Maria, Silvano Capossela, Mario Siciliano, Pietro Ciardiello, Antonio Cavaliere, Maurizio Lando, Cipriano Di Puorto). Altri imputati, come detto sopra, uscirono allora dal processo e cioè: Fortunato Capocasale, Giuseppe Lamparelli, Antonio Orlacchio, Anna Maria Settembrini, Luigi Lugas, Silvio Diana, Franco Diana.