La pessima partita del Benevento contro il Livorno non va affatto dimenticata, per non sbagliarne altre

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L'allenatore del Benevento Cristian Bucchi
L'allenatore del Benevento Cristian Bucchi

Il Benevento, chiamato ancora una volta a una prova di 'maturità', puntualmente la fallisce, con conseguente perdita di pazienza da parte dei tifosi. L'avatar di una squadra di pallone scesa in campo a Livorno ha mietuto critiche davvero meritate: una secca sconfitta, una secca bocciatura alle ambizioni di stabilità nell'alta classifica (primi due posti). Soprattutto un respingimento: per adesso non è il caso di aspirare a null'altro che non sia un bel bagno di umiltà, dal momento che la gran parte delle occasioni per il salto di qualità vissute durante questo ampio scorcio di torneo sono andate perse, deludendo le aspettative della tifoseria.

Il confronto a Livorno contro una formazione impelagata nei bassifondi ha salutato la recita di un copione diverso, invertendo le collocazioni di graduatoria, ovvero facendo del Benevento la squadra di rango inferiore, timorosa, priva degli attributi necessari a considerarsi realizzata e in crescita. E se tutto sommato lo stop in Toscana può considerarsi indolore per le sue conseguenze di classifica in un campionato dove davvero trova albergo una platea di contendenti fra le quali non si staglia alcuna eccellenza, lo stesso si rivela ingannevole per l'ambiente giallorosso. Infatti, sorvolando sugli aspetti statistici (mai nessuna vittoria nei precedenti a Livorno e la striscia di dieci risultati utili interrotta), ma anche sulla frustrazione, ennesima, di sostenitori che non riescono ancora oggi ad afferrare il senso di una squadra a tratti colpevolmente priva di personalità, il coro unanime al 91' è stato considerare quanto accaduto un mero episodio, una classica partita da dimenticare.

E' esattamente il contrario. Sono queste le partite da ricordare. Perché sono stati lasciati per strada punti importanti dinanzi ad un avversario comunque abbordabile, come già accaduto nel passato.

Perché ognuno di questi punti ha un peso specifico notevole nell'economia di un torneo in cui i giallorossi sono chiamati a recitare un ruolo di primo piano non fosse altro perché la graduatoria oggi li colloca in piena zona play/offs e a ridosso dell'area della promozione diretta.

Perché è stato fallito ancora una volta un appuntamento importante per la 'dimensione' da attribuire alla squadra: misurare cioè quanto sia affidabile in momenti topici e tali sono ormai i momenti da qui alla fine della stagione regolare.

Dunque, una sconfitta da ricordare: per misurare la capacità di dimenticare e far dimenticare in fretta l'immagine di sé stessi così distorta offerta a Livorno, al campionato, ai tifosi sanniti. E per capire se la ripetitività di certe 'partite da dimenticare' sia solo un caso in questi frangenti magari adesso non decisivi, ma decisamente importanti.