Il Consiglio Comunale di Benevento o la transavanguardia istituzionale: maggior rispetto per la democrazia

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Ecco: l'aspetto politico più sottolineato, della seduta di Consiglio comunale di ieri 5 marzo - quello della donazione dell'artista di origini sannite Mimmo Paladino accettata dal civico consesso -, è stata la spaccatura in seno al Pd. Con Del Vecchio a favore e il capogruppo del partito, De Pierro, unico ad esprimersi attraverso il voto in senso contrario alla proposta. Di qui appunto il rilievo dato alla prosecuzione con altri mezzi della guerriglia interna al partito: pure su disco e cavallo dell'Hortus il Pd trova il modo di dividersi, insomma. Affari loro.

Andrebbe invece posto l'accento su una circostanza che si direbbe 'irrituale', sempre accaduta durante l'assemblea di cui sopra - e in diretta dipendenza della contrarietà alla donazione di Paladino espressa da De Pierro nel suo intervento in aula. Pur con qualche piccola discrepanza nei contenuti, le cronache dal Consiglio ricordano come, “ sempre il sindaco Mastella, ha consigliato Francesco De Pierro ... ad uscirsene dall'Aula al momento del voto sulla delibera di Paladino per modo che potesse risultare, per rispetto all'artista, una votazione con unanime volontà espressa dal Consiglio comunale” (Gazzetta di Benevento) e come “l’unico altro consigliere del gruppo Pd presente al momento della votazione, Marialetizia Varricchio, ha accolto l’appello di Mastella ed è uscita dall’aula, evitando il ‘no’” (Anteprima24) - oppure come sia risultata “incomprensibile l’uscita dall’aula delle due consigliere Fioretti e Varricchio che con il loro comportamento hanno avallato i desiderata del sindaco” (LabTv).

Dunque:
una compressione del diritto di dissentire in atti, con testimonianze che restino archiviate attraverso un voto contrario dichiarato (De Pierro);
una interpretazione estensiva, fin troppo, di un unanimismo di facciata (l'invito di Mastella a non dissentire pubblicamente);
un'accondiscenza immotivata a una proposta irricevibile (chi sarebbe uscito dall'aula per non trovarsi su altra sponda rispetto alla deriva plebiscitaria).
Siamo alla transavanguardia istituzionale, a un fondale di cartapesta venduto all'esterno come riflesso della realtà e non nel campo di una libera scelta esercitata in un contesto di regole condivise.
In breve (converrà stabilire pur sempre una scala di valori): sarà anche dovuto rispetto all'artista Paladino, ma è dovuto maggior rispetto alla democrazia.