Gli alberi del Viale Atlantici sono stati tagliati, ma la polemica ancora non cessa

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La parte alta del Viale Atlantici
La parte alta del Viale Atlantici

Stamattina, come annunciato, la Giunta Mastella ha iniziato a far abbattere dodici pini, giudicati pericolosi per la pubblica incolumità, di quelli che caratterizzano la parte alta del Viale Atlantici di Benevento, dall'incrocio con Via Tonina Ferrelli in su, fino alla Chiesa dell'Angelo. Una scelta estrema che ha fatto discutere, che ha prodotto qualche protesta e anche, ieri, un flash mob, nonché una nota dell’Ordine degli Agronomi di Benevento tesa ad approfondire meglio la questione prima di procedere al definitivo taglio. Tali richeiste non sonos tate accolte dal sindaco e quegli alberi sono stati abbattuti.
Sulla vicenda di seguito le note di Luigi De Nigris, assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Benevento, e di Marialetizia Varricchio, consigliera comunale di Benevento di minoranza del PD.
Ha scritto De Nigris:
: Come reso noto dall’Ufficio stampa del Comune di Benevento nei giorni scorsi, è partito questa mattina il taglio di alcuni alberi al Viale degli Atlantici. Nonostante la concomitanza con gli orari di punta, si è registrato solo qualche disagio per la circolazione, mentre grazie alla corretta programmazione supportata dalla collaborazione di residenti e cittadini, il lavoro procede secondo il cronoprogramma stabilito.

Al fine di informare anche coloro che fino ad oggi non hanno avuto la possibilità di approfondire le ragioni della scelta, ricordiamo che la struttura tecnica comunale ha dato il via all’abbattimento di alcuni alberi in seguito alla nota del 05-03-2019, prot. N. 0021509. Con la stessa, infatti, il perito agrotecnico comunale ha informato il Responsabile del Procedimento ed il Dirigente del settore Ambiente, che da opportuni sopralluoghi tecnici risultavano 12 piante di alto fusto, della specie pinus pinea, “collocabili in classe D, ovvero rischio caduta estremo” e che di conseguenza occorreva “abbattere nel più breve tempo possibile” attese le “particolari condizioni di urgenza a salvaguardia dell'incolumità pubblica”.

Una valutazione di pericolosità che peraltro emerge anche nelle relazioni tecniche - di cui si riportano ampi stralci - trasmesse al Comune di Benevento.

Dall'Ordine degli Agronomi, in data 25.02.2019, registrata con protocollo comunale n. 18921, si legge: “Da tali evidenze e in virtù delle relazioni sulla valutazione statica dell'alberata, elaborate nel 2003 e nel 2018 da colleghi, secondo lo scrivente Ordine, si potrebbero individuare due tipi di interventi: il primo che prevede l'abbattimento delle sole piante appartenenti alla classe di rischio D e una valutazione, anche solo visiva, delle piante appartenenti alla classe C/D e che presentano una particolare pericolosità per i possibili danni determinati dal crollo del tronco o di grosse branche e/o ribaltamento della ceppaia e, quindi, da abbattere, sostituiti da altre specie arboree; ed un secondo, che prevede un programma di rinnovamento e di reintegrazione del patrimonio arboreo del viale integrale. Tramite, quindi, un progetto di forestazione urbana, elaborato a cura di un Dottore Agronomo e Dottore Forestale, dovrebbe essere previsto l'abbattimento degli esemplari di Pinus pinea e la sostituzione degli stessi con specie idonee con lo scopo di migliorare la qualità degli alberi messi a dimora, l'ambiente urbano e, di conseguenza, la vita dei cittadini, incrementando contestualmente la biodiversità”.

Dalla Regione Campania, Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Servizio Territoriale Provinciale di Benevento, del 26.02.2019, protocollo comunale n. 19319, si è ricevuto: “…nonostante la valenza estetico-paesaggistica sia ormai valore fondamentale dei centri urbani, essa non può comunque prescindere dal garantire ai cittadini sicurezza della propria incolumità e dei propri beni". “……numerose e larghe aree di entrambi i marciapiedi completamente "rialzate" e divelte dall'apparato radicale dei Pini che ne hanno reso completamente sconnesso il piano di calpestio. Ciò comporta un potenziale pericolo di inciampo e/o caduta di passanti, biciclette, carrozzine”. “Si ricorda doverosamente che ogni esemplare ha un peso presumibile di non meno di cento/centotrenta quintali;……. anche le piante più "dritte" ed apparentemente ben strutturate appaiono però, in molti casi, ugualmente pericolose per le numerose inserzioni delle branche secondarie sul tronco principiale con angolazioni troppo ampie, oppure, cosa ugualmente pericolosa, con delle biforcazioni del tronco a 7-8 metri di altezza che costituiscono dei punti "preferenziali" di "schianto". “…..manifesta l'idea irremovibile che i Pini Mediterranei in Viale Atlantici vadano assolutamente e con immediatezza abbattuti visto il potenziale enorme pericolo che rappresentano per l'incolumità di cose, persone, mezzi, fabbricati ed infrastrutture”.
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Ha scritto Varricchio: Dopo la mia interrogazione sono stata contattata da tantissimi cittadini, che mi hanno manifestato il loro disappunto per la triste situazione del taglio dei pini al Viale Atlantici. Questa vicenda se non altro un primo effetto l’ha ottenuto: quello di risvegliare le coscienze e il pollice verde di tante persone che hanno compreso il grave danno ambientale che si sta perpetrando ai danni della comunità. Io mi sono soltanto chiesta se questo intervento fosse inevitabile e sia stato fatto tutto il possibile per scongiurarlo o limitarlo.

Ho chiesto a quali professionalità il Comune si fosse rivolto e che tipo di analisi specifiche fossero state commissionate per la valutazione di stabilità, se si potesse intervenire in modo meno impattante e in tutta risposta sono stata sbeffeggiata dai rappresentanti dell'Amministrazione. Salvo poi apprendere dal comunicato dell'Ordine degli Agronomi che lo stesso ha espresso identiche perplessità ed ha invitato l’Amministrazione a rivolgersi a specialisti del settore. Questo perché qualora ci fosse la possibilità di salvarne almeno uno, è un dovere civico quello di provarci con tutte le nostre forze.

Al di là della questione affettiva, paesaggistica o di immagine, quegli alberi rappresentano uno dei pochi polmoni verdi rimasti in città oltre che una risorsa preziosissima per l’ecosistema urbano.

Fermo restando la consapevolezza che una soluzione dovesse essere trovata, per via dei danni che le radici dei pini stanno creando ai cittadini ed alla viabilità, sarebbe stato opportuno però, che all'extrema ratio dell’abbattimento, facesse seguito o fosse già pronta una soluzione (come lo è stata la decisione di abbattere) per riqualificare velocemente e adeguatamente il verde eliminato. Tenendo anche in debita considerazione le continue ed ormai abituali chiusure al traffico domenicali dovute agli alti livelli di smog in città.

La mia battaglia non finisce qui, ed il Comune dovrà dimostrare documenti e perizie alla mano che non c’erano alternative al taglio e che nessuno degli alberi poteva essere salvato. Ora ci dicono che sarà indetto un concorso di idee per decidere in che modo sostituirli. Invece di indire "concorsi di idee", sarebbe opportuno, data la complessità della materia, affidare a tecnici esperti la scelta delle specie arboree da sostituire.