La credibilità del M5S: a Benevento per la pari dignità e a Roma col conservatore Fontana

- Politica Istituzioni di Giovanni Festa
Il ministro Lorenzo Fontana
Il ministro Lorenzo Fontana

Un recente intervento a mezzo stampa delle due consigliere comunali cittadine del M5S, Marianna Farese e Annamaria Mollica (leggi: http://ilvaglio.it/article/8736/8-marzo-il-m5s-su-quote-di-genere-e-piano-cittadino-degli-orari.html), ha inteso riportare al centro del dibattito, pubblico prima ancora che politico, due argomenti dei quali si erano un po' perse le tracce: le quote di genere e il piano territoriale degli orari della città. L'occasione l'ha offerta la ricorrenza dell'8 marzo, attraverso un articolato locale sostanziatosi nella nomina “a sesso unico” del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Benevento (seduta a palazzo Mosti del 5 marzo scorso) e nel richiamo nazionale alla Legge 53/2000 ("Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città").

Si tratta di temi importanti e sui quali l'attenzione dei Cinque Stelle è sempre stata alta. Oltretutto rivangati secondo una tempistica dal valore anche altamente simbolico, perché a loro modo sono riflessioni a sostegno della lotta per pari dignità e diritti portata avanti nella Giornata Internazionale delle Donne.

Quella di leggere e provare con coraggio a interpretare la realtà di casa propria è aspetto di un compito (una mission politica) non disarticolato però da un contesto più ampio, il Paese. Dove – giusto per restare sul punto '8 marzo e dintorni' - il M5S, governando con la Lega, è chiamato all'avallo del disegno di legge n. 735 che prende il nome dal senatore leghista Stefano Pillon (aspramente contrastato da categorie professionali e larghi strati sociali perché “proposta maschilista, punitiva nei confronti delle madri e che porta a un arretramento dei diritti dei e delle minori”, ha scritto Il Post.it), o a lavorare di cesello verbale nell'esprimere valutazioni sul tredicesimo World Congress of Families, sorta di chiamata a raccolta (a Verona, alla fine del mese di marzo) dei conservatori di tutto il mondo, dietro il vessillo della difesa della 'famiglia naturale', contro aborto, omosessualità, eccetera, che ha tra i suoi promotori il Ministro per la Famiglia dell'attuale esecutivo (formato da M5S e Lega) il leghista Attilio Fontana, non proprio all'avanguardia in fatto di diritti civili.

Se proprio non si vuole evocare la metafora andreottiana dei 'due forni' – ma il trasformismo non è affatto estraneo a forze oggi maggioritarie nel Paese -, va da sé che percorrere un 'doppio binario', ovvero avere un duplice ma non del tutto coincidente orientamento su temi così 'sensibili', oltre a produrre un chiaro strabismo politico nazionale (corretto con le lenti della lusinga del potere, ingabbiato nelle maglie strette di un contratto), toglie forza e credibilità alle esternazioni territoriali, rendendole un esercizio un po' vuoto di contenuti e un po' più pieno di retorica.