Il PD di Zingaretti si rinnova nella continuità... di tralasciare i suoi dirigenti sanniti. Unici campani esclusi dalla Direzione Nazionale

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Da sinistra: Raffaele Del Vecchio, Umberto Del Basso De Caro, Carmine Valentino
Da sinistra: Raffaele Del Vecchio, Umberto Del Basso De Caro, Carmine Valentino

In chiave elezioni amministrative prossime venture, attraverso un intervento del suo vicesegretario provinciale Giovanni Cacciano (leggi), il Pd si riscopre inclusivo e plurale, fonte di promozione e programmazione attraverso i consueti 'tavoli', smettendo quindi i panni della centralità (elettorale) - per ora solo un ricordo – e soprattutto quelli della litigiosità interna strisciante e palese, della spaccatura che lo contraddistingue, in evidente contraddizione con quest'apertura dichiarata. Ma il momento politico non è dei più semplici. Converrà cominciare facendo un piccolo passo indietro, giusto perché ci si ricordi della 'vocazione' territoriale che ha animato le recenti Primarie del Pd nel Sannio e le loro mille implicazioni.

Tutti i protagonisti, tutti vincitori naturalmente e qualcuno più vincitore di tutti, si sono in particolare spesi, e hanno fatto spendere oltreché spandere fiumi di inchiostro e byte, per sottolineare come il voto nella città capoluogo e in provincia (premiato Zingaretti nella prima, Martina nella seconda, e comunque Martina nel complesso) fosse servito, serve nel presente e servirà a rendere le “aree interne” più importanti. Scolpito quest'assunto nella memoria, ci si può catapultare nel presente.

Quel presente rappresentato dall'Assemblea nazionale del partito tenutasi qualche giorno fa a Roma e da cui è venuta fuori la mera formalità di Nicola Zingaretti segretario politico, vincitore nelle urne delle Primarie ma non nel Sannio, però, provincia dalla quale sono stati comunque spediti nella capitale in quattro: Raffaele Del Vecchio (in quota Zingaretti), con Antonella Pepe, Mino Mortaruolo e Carmine Valentino (in quota Martina).

Altro atteso passaggio, inoltre, l'elezione della Direzione nazionale, un gruppone di 120 elementi venuti fuori in proporzione ai risultati delle Primarie (quindi tanto o poco a testa fra le correnti e le sottocorrenti rappresentate dai tre candidati alle Primarie), che sarà innervata da altre nomine fra aventi diritto e criteri altri per ora sconosciuti.

La premessa per dire che ovviamente in tale Direzione risulta rappresentata anche la Campania, ovvero la regione che ha opposto molta... resistenza all'elezione di Zingaretti (come abbiamo visto dall'esempio sannita). Ebbene, sono in dieci gli eletti campani:
1) Franco Vittoria;
2) Camilla Sgambato;
3) Teresa Armato, Giovanni Chianese, Aureliana Natale, Nicola Oddati, Marco Sarracino, Assunta Tartaglione;
4) Piero De Luca, Tino Iannuzzi.
L'elenco è solo a prima vista alla rinfusa, o comunque è ritenuto tale perché non contempla la... suddivisione per le ricordate correnti. E' invece ordinato – e fanno fede i numeri che precedono i nomi – secondo un mero criterio geografico, di appartenenza provinciale per così dire. Questa la guida alla lettura: 1) Avellino; 2) Caserta; 3) Napoli; 4) Salerno.

Parrà a qualcuno che sia assente un territorio, o meglio che una 'area interna' non sia stata chiamata all'appello. Naturalmente lasciamo alla curiosità di chi vuole approfondire qual è l'anello mancante, la quinta provincia su cinque tralasciata.
E magari si potrà dedurre che il anche nuovo corso zingarettiano del Pd presuppone la missione di sempre del Pd (sannita), quella sbandierata come obiettivo e, come dire, disattesa dai fatti e nei fatti: “contare” qualcosa. U
na volta le 'contiguità' in alto venivano orgogliosamente esibite, oggi sono taciute: vorrà pur dire qualcosa.