Il Lecce a valanga sull'Ascoli conferma che il Benevento "è condannato a vincere"

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Il Lecce va oltre misura e, nella prosecuzione della gara interrotta in avvio del mese di febbraio a causa dello svenimento dell'atleta Scavone per uno scontro di gioco (impatto aereo con l'attaccante marchigiano Beretta), ne ha rifilati sette all'avversario, ben sette gol all'Ascoli. Che è poi quella stessa squadra con la quale il Benevento il 3 novembre dello scorso anno riuscì a perdere in casa, dopo essere andato addirittura in vantaggio trascorsi appena due minuti dal fischio d'inizio (1 a 2 invece il finale: Coda, autogol di Volta e Ninkovic giustiziere), e che dovrà affrontare in trasferta – s'immagina il morale - alla ripresa del campionato, sabato prossimo, 30 marzo.

L'impressionante prova di forza dei salentini, il bel gioco offerto agli spettatori sugli spalti e dinanzi a un teleschermo e il posizionarsi, ora, a ridosso della zona che garantisce la promozione diretta (meno 1 dal Palermo e 2 dal Brescia capolista) fanno del Lecce ormai una realtà conclamata della categoria, con aspirazioni comprensibili e giustificate.

Eppure, questa formazione così lanciata e in forma ha solo 5 punti di vantaggio sui giallorossi sanniti, un insieme informe e senza precisa identità che, nonostante tutto, ha accumulato un patrimonio in punti tale da garantire, ancora oggi a dispetto dell'alternanza dei risultati e soprattutto della fisarmonica tra alti e bassi, una collocazione nobile e magari foriera di buoni auspici al termine della stagione regolare.

L'esito in Salento, così rotondo nella misura, è utile perché permette di inquadrare meglio il prossimo avversario del Benevento e collocarlo laddove merita (in verità come nella gara di andata al Vigorito...): una fascia medio/bassa dove è la forza della disperazione a contare più della consistenza tecnica.

Se la logica impone sempre il rispetto dell'altro perché nel calcio come in ogni sport la proprietà transitiva non è una regola, la prassi non ammette alternative, né scusanti d'alcun genere: il Benevento è 'condannato' a vincere, ed è meglio che cominci a farsene una ragione, pur comprendendosi il (talvolta puerile) giocare a nascondino e il castello di frasi stereotipate messo su durante la fasi pre-partita di ogni turno.