Sesto Gestaltico Day - Da un post su facebook, al PD al M5S fino alle elezioni di ieri in Basilicata

- Opinioni di Antonio Furno
Nicola Sguera e  Antonio Furno
Nicola Sguera e Antonio Furno

Riceviamo e pubblichiamo da Antonio Furno, dirigente del Partito Democratico del Sannio.
Oggi per me è un giorno importante, oggi è il sesto Gestaltico Day. Questo vuol dire che sono al 60% del mio progetto decennale. Tutto nasce nel 2013 quando condivisi su Facebook un articolo del professore Becchi pubblicato sul sito di Claudio Messora. A quel tempo Becchi era considerato uno degli ideologi del Movimento 5 Stelle e Claudio Messora stava per essere nominato responsabile della comunicazione del gruppo parlamentare grillino. Il rapporto di Becchi e Messora con il Movimento, a quel tempo guidato da Gianroberto Casaleggio, si sarebbe ben presto deteriorato, oggi Becchi è uno dei più feroci critici del M5S e Messora è stato marginalizzato.

Sotto quel post il mio amico Nicola Sguera, a quel tempo reduce da una sonora bastonata alle elezioni politiche in cui aveva fatto campagna elettorale per Antonio Ingroia, mi scrisse un commento che io trovai esilarante: "Potrei mai dire che Dante o Tolomeo erano scemi o ignoranti? Ma hai letto la Struttura delle rivoluzioni scientifiche? Non è questione di "progresso" ma di mutamento gestaltico, di percezione... Siamo alle soglie di una mutazione strutturale delle forme della politica, di cui il Movimento è l'avanguardia, il "cuneo". Di qui le incomprensioni".

Io, che sono ignorante come una capra, non sapevo cosa significasse "gestaltico" ma era una parola che mi faceva molto ridere. Risposi così al suo commento: "Adesso mi faccio uno screenshot, lo stampo (per conservarlo meglio) e lo ricaccio tra una decina d'anni, poi vediamo chi era Tolomeo...".

E così nacque il Gestaltico Day, il giorno in cui vado a rileggere quella discussione per controllare se ci sia stato davvero una "mutazione strutturale" della politica. Quest'anno la ricorrenza coincide con il lunedì dopo le elezioni in Basilicata. Anche queste elezioni sono state vinte dal centro-destra guidato dalla Lega, il centro-sinistra a guida PD ha perso ed è arrivato secondo, mentre il Movimento 5 Stelle non ha proprio toccato palla.

Siamo ormai entrati nel secondo anno di legislatura, abbiamo tutti assistito allo spettacolo delirante di questi mesi di governo Conte, un misto di impreparazione, malafede e pulsioni autoritarie. Il governo dei grillini e dei leghisti non ha fatto partire alcuna “mutazione strutturale”, siamo invece tornati indietro, verso vecchie pratiche da prima Repubblica in cui i due partiti si sono divisi equamente tutte le poltrone a disposizione, dalla RAI all’INPS, fino ad arrivare alla surreale nomina dell’ex ministro Savona alla CONSOB.

Sei anni fa, quando iniziò questa mia personale tradizione, non bisognava essere dei geni per sapere come sarebbe andata a finire. Non serviva la palla di cristallo per prevedere che non ci sarebbe stata alcuna “mutazione strutturale” e che il Movimento 5 Stelle altro non era che l’ennesimo partito anti-sistema il cui unico obiettivo era prendere il potere, non certo quello di “rivoluzionare” il sistema. Bastava leggere un po’ di materiale prodotto da quell’area politica, bastava ascoltare i discorsi dei suoi dirigenti, era sufficiente valutare lo spessore intellettuale dei suoi eletti. Molte di quelle persone senza il Movimento 5 Stelle non sarebbero mai entrati nei palazzi romani del potere perché avrebbero dovuto seguire una trafila interna ai partiti che li avrebbe relegati, giustamente, al massimo ad un assessorato a Pomigliano.

Il Movimento 5 Stelle io lo conosco bene, lo osservo da tanto, lo studio e lo frequento da molto prima che diventasse "il cambiamento". Il Movimento 5 Stelle è un partito di destra, anti-democratico, illiberale, xenofobo e nazionalista, e rappresenta tutto ciò che io combatto politicamente. Questo chiaramente non vuol dire che i milioni di elettori che lo hanno votato aderiscano completamente a quella ideologia ed è a loro che bisogna parlare. Perciò la mia battaglia politica e culturale continua, ci vediamo l’anno prossimo. A Furno, a stretto giro, sempre sul Vaglio.it, ha relicato Nicola Sguera, già consigliere comunale di Beneveneto del M5S, clicca per leggere .