I fatti di Verona e quando il M5S locale decide di tacere, eccezione a parte...

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Danila De Lucia
Danila De Lucia

Vivere, quindi respirare e operare, in provincia non esime dal sentirsi parte comunque importante del tutto nazionale. E la politica, che è anche l'impasto della sensibilità propria con le vicende della società, ancor più importante quando si ricopre una carica pubblica, quasi impone – una volta tanto – una comunicazione istituzionale slegata dai post quotidiani sui 'social'. Per questo motivo, dinanzi agli accadimenti in quel di Verona, dove si tiene un raduno avente a oggetto il salto nel buio del pregiudizio con il conforto del dogmatismo religioso (cattolico, ovviamente) nonché del trash (dichiarazioni, gadget, eccetera) - che al confronto il recente cerimoniale partenopeo fra neomelodico e saltimbanchi e Maschio Angiono appare come un lemma della Treccani - , quando ci si domanda perché “le donne che hanno votato (e quelle che sono state elette, certo) con il M5S” non reagiscano dinanzi alla “crociata antiabortista, contraria al divorzio, alla parità di genere, ai diritti delle persone omosessuali – alla realtà della vita tutta intorno a noi” (Concita De Gregorio), quasi si esige una risposta.

E quando questa magari arriva, e bisogna dare atto alla sola senatrice Danila De Lucia di aver pubblicato sul suo profilo facebook “la lettera firmata e condivisa con le colleghe e i colleghi del MoVimento 5 Stelle, in merito al Congresso sulla famiglia di Verona” in cui dichiarano di essere “lontane anni luce dalle idee e dalla visione degli organizzatori”, non si può fare a meno, dinanzi all'assunto perentorio che “sui diritti civili non si deve arretrare di un millimetro!”, di chiedere quale sia il motivo che accomuna sensibilità (in apparenza) così distanti.

Interrogativo, questo, che l'opinione pubblica vorrebbe fosse evaso con una risposta chiara. Ecco perché il comportamento 'concludente' dei Cinque Stelle (condivisione governativa con soggetti promotori di questa 'illuminata' convention), che si somma – sul territorio - ai silenzi ufficiali delle consigliere comunali del M5S cittadino (Farese e Mollica), e della delegazione parlamentare sannita (Ianaro, Maglione, Ricciardi), senza trascurare la Lonardo di Forza Italia, depotenzia la 'condivisione' della senatrice De Lucia, che diventa (ed è) soltanto una classica foglia di fico. Utile a tutti forse per tacitare, pubblicamente, la coscienza.