Benevento - Carpi. ci si concentri soprattutto sui vuoti di Ascoli per provare a colmarli

- Opinioni IlVaglio.it

Incredibilmente, si deve guardare al punto del Benevento conquistato ad Ascoli come a un punto di ripartenza, che ha spezzato la serie negativa con la sua promessa di semina per un raccolto migliore. Ciò in una sfida tra una squadra ai minimi termini quanto a morale (reduce dall'aver incassato addirittura sette gol nella gara precedente a Lecce) e una per quanto in crisi (reduce da tre sconfitte in fila) addirittura accreditata fra le papabili al salto di categoria per il ritorno in serie A.

La reazione c’è stata ed è stata alla fine efficace, benché pagata con due espulsi nel vitale settore della difesa, e quindi, con due assenze certe per l'infrasettimanale che si prospetta, martedì sera al ‘Ciro Vigorito’ contro il Carpi.

Se il torpedone giallorosso non è tornato, dunque, con le orecchie calate come Dumbo dalla trasferta marchigiana, permettendo ai protagonisti alternatisi ai microfoni e sui taccuini della stampa di lanciarsi in ardite interpretazioni dell'incontro, ciò non sottrae nulla a quanto ben poco della presunta superiorità tecnica si sia testimoniato sul terreno di gioco: ci sono dati oggettivi che parlano di una debolezza strutturale ancora non debellata e su tutti l'assenza di una vera fisionomia di squadra – intesa nel combinato disposto di tecnica e tattica -.

Metterla così dopo una trentina di settimane di campionato già suonerebbe come un fallimento. Moduli ballerini, atleti spaesati, motivazioni latitanti hanno fatto da corollario al rodeo del Del Duca prima che alla roulette (quindi per un gioco del caso) la pallina si fermasse – due volte - sulla casella giusta.

E' quanto basta – appunto: incredibilmente - per guardare all'impegno casalingo col Carpi del 2 aprile con meno pesantezza sul cuore (e più assenze in squadra), ma senza avere affatto sciolto i dubbi di sempre.