Tanti soldi si spendono per far riunire i consiglieri comunali a Benevento, ma i risultati non si vedono

- Opinioni IlVaglio.it

Tre sedute di Consiglio comunale a Benevento, nei primi nove giorni di aprile, segnano una decisa accelerazione dell'attività politico/amministrativa, soprattutto perché ci sono scadenze da osservare e discussioni sui numeri - le più complesse - da affrontare (leggasi Documento unico di programmazione e Bilancio di previsione).

E' chiaro che la 'macchina' di palazzo Mosti non è rimasta in garage, in precedenza: basta scorrere, ad esempio, i dati relativi alla corresponsione dei gettoni di presenza ai consiglieri comunali per i mesi di gennaio e febbraio 2019. Per legge, il valore di un singolo 'gettone' è di 42,90 euro e l'importo mensile complessivo, liquidabile a ognuno, non può superare la soglia di 1183,61 euro, cioè un quarto dell'indennità spettante al sindaco (4473,45 euro): siamo alla sconfitta piena della 'povertà' perché ben oltre la misura prevista dal reddito di cittadinanza, si direbbe nel lessico imperante in questi tempi bui per il Paese.

Per inciso la battaglia sui cosiddetti 'costi della politica' soffre di un'ipocrisia di fondo, accomunando le responsabilità individuali figlie della fragilità e della fraudolenza dell'uomo (tentazioni, narcisismo, onnipotenza) a quelle di gruppo (partiti e movimenti), dalle quali neppure i 'puristi' si sottraggono, vuoi perché ci sono rateazioni molto a lungo termine da portare a compimento per restituire il maltolto, vuoi perché ci sono mensili finanziamenti ad associazioni private con soldi, pubblici, che dovrebbero servire a sostenere le spese 'reali' del mandato parlamentare.

Il funzionamento della rappresentanza consiliare a Benevento, quindi, ha toccato quota 21354,33 euro nel mese di gennaio e 21155,27 in quello di febbraio, tra l'altro mese nel quale si è celebrato una sola seduta di Consiglio comunale (nessuna, invece, a gennaio). L'entità complessiva della cifra permette di dedurre con facilità che con un solo gettone di presenza per la partecipazione all'unico Consiglio non si raggiungono tali soglie. Di conseguenza, siamo dinanzi a un resoconto che investe nella sua totalità, in pratica, le attività delle undici Commissioni consiliari.

Le graduatorie degli incassi... ad personam ovviamente non interessano, sappiamo qual è il tetto massimo possibile e c'è pure chi non ha visto un euro avendo partecipato zero volte. Riteniamo, per principio, che si tratti di somme che costituiscono il doveroso corrispettivo per l'impegno profuso in favore della comunità amministrata.

C'è, magari, soprattutto in quelle forze politiche che ne hanno fatto un vanto 'costitutivo', un leggero deficit di trasparenza: 520 presenze complessive nelle varie Commissioni a gennaio e 501 a febbraio lasciano quantomeno intendere che le stesse abbiano svolto una attività indefessa, espresso pareri, avanzato iniziative e proposte, vigilato sull'attività degli uffici e delle aziende partecipate dall'Ente Comune, coadiuvando “l'Amministrazione nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza per la crescita del paese in termini di cultura, socialità, ambiente, integrazione, partecipazione” (su taluni statuti comunali si legge addirittura questo), prodotto un mucchio di lavoro di studio, approfondimento, documentazione e preparazione ai Consigli senza avvitarsi in discussioni sterili, magari screzi e sensibilità urtate (la seduta dell'assise dell'1° aprile ne è testimonianza), eccetera.
E c'è anche, a prima vista, che tutto questo non si vede. O magari si vede poco...