S. Agata - Il reparto di ortopedia non chiuderà, revocata la sospensione

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Carmine Valentino
Carmine Valentino

Scrive il sindaco di S. Agata, Carmine Valentino: Ho ricevuto oggi ufficiale comunicazione, prot. 08364 del 4.4.2019, da parte dell’Azienda Ospedaliera “San Pio”, avente ad oggetto la sospensione della prevista disattivazione del reparto di Ortopedia degenze, di S. Agata dei Goti, con decorrenza 08.04.2019". Il reparto resterà aperto "in attesa della rimodulazione a cura della Struttura Commissariale della Regione Campania del Piano Regionale di Programmazione della Rete Ospedaliera". L'annunciata sospensione, come è noto, ha provocata la protesta di parte della popolazione del comprensorio, di rappresentanti politici e istituzionali e di alcuni comitati.

Sul tema ricorda la nota della Prefettura di Benevento: "La problematica relativa al depauperamento dei servizi sanitari erogati presso il Presidio Ospedaliero “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” ha determinato la protesta del comitato civico “Curiamo la Vita” ed alcuni manifestanti si sono incatenati presso il citato Presidio ed hanno avviato lo sciopero della fame. In seguito all’attività di interlocuzione con le parti in causa, posta in essere dal Prefetto nei giorni scorsi, il Commissario ad Acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del SSR campano, Presidente De Luca, ha assicurato che, a breve, la struttura commissariale fisserà un incontro per esaminare l’intera problematica ed individuare ogni misura utile alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria nella provincia di Benevento, alla luce delle istanze espresse dal territorio. Su intervento del Prefetto, inoltre, il Direttore Generale dell’Ospedale San Pio ha adottato la disposizione di servizio per la riattivazione temporanea dei posti letto del reparto di ortopedia del Presidio di Sant’Agata dei Goti. I manifestanti, in considerazione dell’importante opera di mediazione svolta dal Prefetto, di cui hanno apprezzato l’immediato intervento, hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame in attesa della preannunziata convocazione regionale".