Rifiuti - Il Piano finanziario approvato dal Comune di Benevento: più che altro materia di enigmistica...

- Politica Istituzioni di pompeo nuzzolo

E' sorprendente la disattenzione con la quale la città di Benevento ha letto la delibera del Piano finanziario che determina le tariffe del tributo per il servizio rifiuti, approvata recentemente dal Consiglio comunale. A pagina 11 della delibera che approva il Piano è scritto: “Dato atto che: il totale dei costi indicati nel piano finanziario 2019 da coprire con le tariffe della tassa sui rifiuti ammonta ad euro 17.638.063,68 (comprensivo dell’importo delle riduzioni teoriche che risultano essere pari ad euro 1.336.500.00, parte fissa ed euro 362000,00 parte variabile) pertanto i proventi tariffari dell'anno 2019 sono stimati in euro 15.939.563,68”.

Questa frase riportata in delibera, sottoposta al Consiglio che l’ha approvata, afferma che il costo da coprire con le tariffe è di 17.638.063,68 euro ma i proventi tariffari (l’entrata effettiva degli euro) è di 15 939.563,68 essendo l’importo di 17.638.063,68 soltanto teorico.

Sempre nella citata pagina 11 è detto che sono assicurati tutti i costi di investimento ed esercizio. Più che un cruciverba contabile, quindi, sembra una sciarada. A rafforzare la confusione si legge, al punto 2 del dispositivo della delibera, che le riduzioni e le agevolazioni, cioè, quello che prima abbiamo chiamato costo teorico, trova copertura nella tariffa, avendo spalmato l’importo sulla platea dei contribuenti.

Non contento l’autore della delibera, ancora a pagina 11, afferma che l’importo teorico complessivo - pari a 17.638.063,60 comprensivo delle riduzioni - dovrà essere ripartito secondo delle formule riportate, in modo che sia assicurata la copertura intera dei costi di investimento e di esercizio.

Sembra, ripeto, più un cruciverba che una delibera che illustra i costi del servizio al fine di definire il carico fiscale dei contribuenti di Benevento.

Una cosa però è certa: l’importo che i cittadini devono pagare per sostenere i servizi descritti nel piano ammonta ad euro 17,6 milioni al netto del 5% della tassa provinciale, per un totale di oltre 18,5 milioni.

L’altra "quasi-certezza" è che il ruolo nella sua totalità non verrà elaborato: verrà elaborato solo il ruolo coattivo, cioè l’elenco dei cittadini che, alla scadenza dell’ultima rata, anticipata ad ottobre, non avranno versato la tassa.
Ma è proprio vero che tutte le spese sono state elencate nel piano.

Probabilmente non sono stati descritti gli investimenti perché non inseribili per legge nel Piano destinato solo ai costi di esercizio, cioè alla spesa corrente e alle agevolazioni e riduzioni che ammontano a circa 1,7 milioni di euro. Ripeto ancora: più che un cruciverba contabile sembra una sciarada.

Probabilmente, se si vogliono fare spese d’investimenti con le entrate correnti, per non farle apparire, bisogna sovrastimare le spese correnti.

Il tema è delicato non solo perché alza la pressione fiscale ma soprattutto perché complica l’elaborazione di un un corretto piano industriale.

Il legislatore è stato attento a destinare le entrate della tassa al costo del servizio ma ha anche consentito di far entrare nel piano finanziario le spese di investimento tramite la previsione del costo di ammortamento.

Ritorno un attimo sui costi delle agevolazioni e riduzioni. Su questi va precisato che il loro inserimento nel Piano dovrà essere pari all’importo contenuto nelle richieste pervenute al fine di rispettare il principio di pertinenza e competenza.

Il regolamento del Comune prevede, a pena di decadenza, che le domande siano inviate entro un determinato termine (gennaio) al fine di garantire che non siano chiesti ai cittadini soldi in più rispetto a quelli necessari per aiutare i meno ambienti e ad agevolare attività e persone per le motivazioni previste nel regolamento. Ci sono agevolazioni che possono essere concesse in modo automatico, ma questo va previsto in una norma deliberata dal Consiglio.

Se tali agevolazioni fossero applicate in modo adeguato perché non comunicare alla cittadinanza l’entità della erogazione?

La differenza dei totali fra entrata teorica ed entrata effettiva della tassa sui rifiuti (Tari) non è conosciuta nei piani finanziari di altri comuni per cui le modalità di questa rappresentazione dei costi deve avere una sua logica. Qual è? Penso alla relazione per giustificare la spesa del comune rispetto ai costi standard. Infatti, se la relazione fosse stata elaborata sul valore reale della spesa (17,7 milioni di euro) il suo contenuto sarebbe stato diverso e, forse, non capace di giustificare l’entità del costo del servizio.