Benevento - Palermo: tra sogni, consolazioni e problemi societari sia una bella serata di sport

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I capitani Maggio e Nestorovski
I capitani Maggio e Nestorovski

Quella tra Benevento e Palermo è la partita-clou della trentatreesima giornata del torneo cadetto, che chiuderà il programma della Domenica delle Palme (ore 21), seguita solo dal monday night con la capolista Brescia ospite del Livorno. E ha una valenza illustrata dal semplice sguardo rivolto alla classifica.

Giallorossi e rosanero hanno fin qui lo stesso numero di incontri disputati (il turno di riposo è stato osservato da entrambe) e sono divise da tre sole lunghezze: l'operazione-aggancio, in caso di vittoria, permetterebbe ai padroni di casa di mister Bucchi di issarsi comunque al terzo posto, maturando nel caso un saldo positivo con i siciliani (la gara d'andata, al Barbera, finì con un pareggio senza reti). Continuare a sognare uno dei primi due posti in classifica non costa nulla, è ovvio, ma garantirsi il diritto – lottando anche per il 'solo' terzo posto – di avere a favore il 'fattore campo' (inteso nell'accezione larga della formula: gare di ritorno sempre in casa, possibilità di far valere la miglior posizione) nella seconda fase, i decisivi play/off, è comunque una consolazione.

Piccola, magari, perché la post-season sfugge molto spesso a qualsiasi regola prestabilita, ma da non disdegnare in virtù dell'appoggio che certo verrà da una tifoseria beneventana sempre vicina alla squadra e, al più, critica appena quanto basta, in occasioni davvero eclatanti (inguardabili prestazioni esterne o punti - tanti - lasciati per strada al Vigorito inopinatamente).

Il ragionamento può essere rivoltato: agli uomini allenati da Stellone una eventuale vittoria a Benevento permetterebbe non solo il medesimo approccio positivo alla seconda fase, ma anche di tenere sempre socchiusa la porta per la promozione diretta in serie A. Basta girare un po' il web e fare rassegna stampa per comprendere che l'obiettivo non è affatto – per l'ambiente calcistico in generale - da ritenersi fuori portata, anche in virtù di un calendario non proprio impossibile per i siciliani.

Da questo discorso, infine, restano fuori i problemi societari dei siciliani, che col calcio giocato c'entrano poco, pur se corrono il rischio di non essere proprio molto distanti se intersecati con guai giudiziari di bilanci ballerini e richieste di rinvio a giudizio. Intanto sul tavolo, nell'immediato, ci sarebbe la cessione della società, ovvero il passaggio di mano della proprietà. In campo, invece, ci sono le condizioni perché s'assista a un buon match fra le due squadre di rincorsa, col contorno magari di un grande pubblico per una bella serata di sport.