Convenzione sullo stadio di Benevento: quel che c'è nel passo in avanti compiuto

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La palla, ora, è stata passata al Consiglio. L'assist è venuto dalla Giunta Comunale a guida Mastella, ieri 12 aprile (leggi l'articolo sul Vaglio.it). La partita sul campo fuori dal campo ha un risultato scontato: è prevedibile che, quando si parli di calcio e del Benevento calcio, le distinzioni politiche vengano superate dalla comune passione. Dall'orizzonte immediato, intanto, è svanito il progetto di valorizzazione dello stadio e della zona stadio di cui avrebbe dovuto farsi promotrice la società del presidente Oreste Vigorito (leggi l'articolo sul Vaglio.it).
La volontà naturalmente ci sarebbe, fa sapere la società, ma si tratta di “un impegno che necessita di un grosso approfondimento anche da parte di tecnici esterni alla Società, il che comporterà non solo un incremento dei costi per la redazione di un progetto preliminare, ma anche il dilatarsi dei tempi che allo stato non sono determinabili”, campa cavallo…

Di conseguenza, ecco materializzarsi all'orizzonte la... novità rispetto al passato targato amministrazione civica precedente a guida Pepe: la 'convenzione'. Non la stessa, ma una marcata evoluzione della specie. Aggiornata, riveduta, corretta. Si passa da dieci ad almeno quindici anni di concessione di stadio e antistadio - nella speranza che il tempo sia bastevole per l'elaborazione del progetto societario di cui sopra -. E ciò, sempre che l”'affidatario individuato all'esito delle procedure di legge” sia il Benevento calcio (dobbiamo avere dubbi?), al netto della risoluzione (che ci sarà) della controversia fra i costi sostenuti dai contraenti nel corso del tempo.
Per il resto (la manutenzione ordinaria sarà a carico del concessionario come le utenze allo stesso intestate, e la manutenzione straordinaria sarà a carico del Comune, ente proprietario) tutto come un contratto di fitto. Fitto che comunque dovrebbe essere aggiornato dai 20.000 euro annui del passato, quando verrà consegnata la perizia del tecnico incaricato (leggi l'articolo sul Vaglio.it).

Resta, ora, il pronunciamento del Consiglio Comunale e magari la probabile discussione su alcuni punti, come quella “manutenzione straordinaria qualificabile come rilevante intervento sulla parte strutturale dell’impianto” che certo potrebbe comportare nel tempo – e senza le Universiadi... - un impiego di risorse non proprio irrisorio; oppure la richiesta di fare chiarezza (i numeri…) sui “rapporti pregressi” fra ente e società giallorossa e sulla loro composizione. Se sarà stilata comunque, senza lasciarsi trascinare dal 'tifo', la convenzione appare una scelta ragionevole: di durata sufficiente perché venga favorito un programma solido; basata su un canone equo; che fotografi però l'esistente, cioè lo stato di fatto del bene individuandone le necessità ed i limiti.

Poi, non resta che attendere qualcuno che si faccia avanti e risponda alla chiamata: servirà pure per scrutare nel futuro del pallone beneventano.