L'ospedale di S. Agata, i politici e l'ingenuità di chi conduce la protesta

- Ambiente Sanità IlVaglio.it

Beati ingenui, a voler esser buoni. O troppo sognatori, o davvero troppo illusi (o magari troppo convinti di sé e delle proprie motivazioni), i componenti del comitato civico “Curiamo la Vita”, in lotta per la 'sopravvivenza' dell'ospedale Sant'Alfonso Maria de' Liguori, a Sant'Agata dei Goti. Una nota stampa serale (leggi: http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/28654/comitato-curiamo-la-vita-i-sindaci-si-dimettano.html), tale forse perché il favore delle tenebre ne mimetizzi almeno in parte il contenuto polemico, fa emergere tutta la delusione per le difficoltà incontrate a ottenere un incontro ravvicinato, ancorché promesso, col commissario alla sanità campana, il presidente della Giunta Regionale De Luca. Segno che le istituzioni sanno ascoltare ma anche essere tetragone. Soprattutto quando c'è in ballo la loro credibilità, e sopravvivenza (elettorale) nel futuro.

Ma l'aspetto più paradossale della vicenda è la richiesta che le combattive attiviste rivolgono a quei sindaci che ne hanno assecondato la protesta, evidentemente condividendone i contenuti: le dimissioni per essere ancor più vicini e “rappresentare le aspettative della popolazione che vive un forte disagio in questo momento di grave latitanza delle istituzioni”. Campa cavallo...

Dovessero riuscire a farsi ascoltare, le signore che protestano meriterebbero come minimo... una candidatura. Quando dalla politica d'alta qualità per le vie generali (il piano sanitario regionale) si scende alla politica 'praticata' del particolare (il territorio e le sue espressioni) il discorso si fa più complesso e meno idealistico nel richiedere che a esso venga dato un seguito coerente con le premesse. Beata ingenuità.