In ricordo di un grande giornalista: Massimo Bordin. Ed in difesa dell'informazione di Radio Radicale

- Opinioni di Antonio Furno

Massimo Bordin è stato un grande giornalista. Ha diretto Radio Radicale dal 1991 al 2010 e ha condotto per anni alcuni dei programmi più importanti di quella radio: Stampa e Regime, lo Speciale Giustizia, le conversazioni domenicali con Marco Pannella. Era una persona colta, gentile, buona e onesta. Con la sua voce rauca riusciva sempre a dire cose intelligente e mai banali. Era un intellettuale unico, insostituibile. In quell’ora e mezza di rassegna stampa mattutina riusciva a raccontare con precisione chirurgica lo stato della politica italiana. Ci teneva spesso a sottolineare che la sua rassegna stampa si chiamava “Stampa e regime” perché raccontava anche quello che sui giornali non c’era, tutto quello che il “regime partitocratico italiano” non voleva che fosse dibattuto in pubblico.

Massimo Bordin è stato un maestro per tante generazioni. Era lo spirito critico che questo paese non ha mai avuto. Non insegnava mai, non si ergeva mai a censore o a guida delle masse, ma riusciva lo stesso a guidare i suoi ascoltatori verso una maggiore consapevolezza, verso la libertà. Massimo Bordin è morto in disparte, circondato da quel riserbo che lo ha accompagnato per tutta la vita, quella vera e sincera umiltà di un uomo buono e intelligente. La sua morte ha colpito molti di noi, come se fosse morto un amico, il compagno di viaggio che tutti noi abbiamo sempre avuto al fianco. Muore mentre la sua Radio Radicale rischia di chiudere, mentre il Partito Radicale Transnazionale lancia una mobilitazione e uno sciopero della fame a supporto della battaglia della radio che dal 1976 combatte per essere la voce di tutte le voci. Oggi siamo tutti più soli senza di lui, l’unica consolazione è sapere che la sua voce resterà per sempre negli archivi di Radio Radicale: i suoi colpi di tosse, i suoi dibattiti infiniti con Pannella, le sue battute taglienti, la sua calma pacifica. Massimo Bordin non c’è più, ma in Italia ci sono milioni di suoi ascoltatori che da oggi in poi hanno la responsabilità di proseguire il suo viaggio, di portare avanti quel suo discorso interrotto così precocemente. Io sono uno di quegli ascoltatori e da oggi mi sento ancora più in dovere di continuare a combattere per essere libero, come Massimo Bordin mi ha insegnato.

Oggi e sempre Viva Radio Radicale. Viva Massimo Bordin.