Il 25 Aprile - E' festa nazionale per la libertà riconquistata. Scendere in piazza a riaffermarlo in Italia è sempre necessario (Le iniziative nel Sannio)

- Opinioni di Giovanni Festa
Da Billy Elliot
Da Billy Elliot

Dal calendario civile dell'Altra Italia si stacca il foglietto del 25 Aprile con il solito sgomento, scoprire un Paese smemorato che nei settanta e passa anni di Storia repubblicana è passato dal timore indotto dell'avvento rosso all'ottundimento securitario. Una lunga parabola avviatasi con la democrazia bloccata e, nel solco di una costante ricerca, culminata – ancora oggi – nella necessità di farsi gregge alle spalle (nelle piazze, nelle urne) del pastore deciso.

La fine di una guerra disastrosa, la liberazione dalla dittatura nazifascista (perché in Italia altre dittature da cui liberarsi nel '45 non c'erano) e l'essenziale contributo della lotta partigiana, l'ingresso in una moderna forma-Paese continuano a non essere un patrimonio comune. Disconosciuto, aggirato, manipolato dalla politica. Presentato artatamente come un elemento di divisione, svilendolo addirittura con metafore calcistiche, per evitare il coagularsi della coscienza civile oggi frammentata in più parti che spesso non dialogano fra loro.

E attraverso il filtro dei nuovi mezzi di controllo delle masse - evolutisi dalla paura dell'alternanza agli schermi televisivi e infine, ma solo per adesso, a quelli di un computer o di un telefonino – è visto come una celebrazione di parte piuttosto che una Festa Nazionale, tutti i santi giorni e un giorno più degli altri.

Di qui il racconto falso della memoria come un vizio. E il conseguente obbligo di testimonianza, pubblica o privata. Perché si sappia che c'è chi si oppone, e il numero non conta. Per dire 'no' a una destra di volti paciosi o truci che non è un vecchio arnese ideologico buono per le elucubrazioni filosofiche e non ha mai cessato d'essere un pericolo; 'no' al Paese dei nuovi uomini forti; che si (ri)arma; razzista; xenofobo; che calpesta i diritti civili; discrimina le donne e la diversità; che è sopra la giustizia e per una libertà castale; che nutre il ventre molle della paura. E, non in ultimo, per dire 'no' all'ipocrisia della politica di sdoganamento e della contiguità contrattuale di volenterosi carnefici della democrazia.
***
La Città e gli Eventi
Aspettando il 25 Aprile: “La terra e la libertà”, dalle ore 20.30 di mercoledì 24 aprile al Mulino Pacifico. Una serata di letture, poesie, canzoni, interventi. A cura di Michelangelo Fetto, Michelangelo fetto, Antonio Intorcia, iMusicalia e don Nicola De Blasio.

Speciale Resistenza alla Libreria Masone Alisei, con la proiezione mercoledì 24 aprile alle 20.30 di “Una questione privata”, da Fenoglio. Cinema e letture, dunque,

Giovedì 25 Aprile giornata di festa con il consueto corteo che sfilerà lungo il corso cittadino per una grande, unitaria e pacifica manifestazione nel ricordo della Liberazione dal nazifascismo e per ribadire con forza la lotta contro tutti i fascismi, vecchi e nuovi. Concentramento alle 9.30 a piazza Orsini per proseguire fin nei pressi della prefettura dove il presidente provinciale dell'ANPI, Amerigo Ciervo, terrà un intervento conclusivo.
*
(colonna sonora universale: Bella ciao
Milva, versione mondina: Canzonissima 1971/72, RaiUno – sì, pare incredibile.
Marc Ribot, chitarra/Tom Waits, voce, in “Goodbye Beautiful”, da Songs of Resistance 1942/2018)
*
fermo immagine in movimento: Billy, il cigno – il 25 Aprile è elettricità