La censurata nomina di Agostinelli alla Samte e la molto fluida politica nel Sannio e non solo

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Va subito sgomberato il campo dallo stupore: anche la recente nomina dell'amministratore unico di Samte per rimettere in carreggiata il ciclo dei rifiuti operata, sicuramente “intuitu personae”, dal presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, risponde a una logica 'politica' prima ancora che professionale. E' prassi consolidata, rivestita dall'onorabilità dei curricula, in una vicenda che comunque ha dei risvolti divertenti. Scriveva per esempio a settembre 2018 Realtà Sannita, in vista delle imminenti elezioni per il rinnovo del parlamentino della Rocca dei Rettori: “Sembra che il centrodestra dovrebbe puntare su Antonio De Maria, sindaco di Santa Croce del Sannio, il centrosinistra su Carmine Agostinelli, sindaco di San Bartolomeo in Galdo”. Ma la vita è movimento e a gennaio 2019 Il Sannio Quotidiano rivelava di un “ulteriore summit tra i maggiorenti del centrodestra (oltre a Mastella e Di Maria, anche Fernando Errico, Mario Pepe, Luigi Barone) sannita (che) ha sancito la linea ufficiale, dettata dal sindaco Clemente Mastella. Concentrare gli sforzi su due formazioni per raggiungere la maggioranza assoluta dei consiglieri provinciali (come accaduto, Ndr). Nel corso della riunione sono stati individuati i candidati principali, quasi tutti sindaci dei loro centri” e tra questi “Nicola De Vizio di San Giorgio la Molara per il Fortore, area nella quale non si candiderebbe in prima persona il sindaco di San Bartolomeo in Galdo Agostinelli”. Che evidentemente ha poi ingrossato l'area della 'riserva' istituzionale.

Due rilievi piuttosto critici nei confronti della scelta di Di Maria, sono venuti dal deputato cinquestelle caudino Pasquale Maglione (leggi) e dal consigliere provinciale oggi di minoranza, il piddino e pure fortorino Giuseppe Ruggiero (leggi). Il primo ha sottolineato l'occasione persa nel non affidare il complesso incarico in Samte a un vero esperto del settore rifiuti, Raphael Rossi; il secondo, dal canto suo, ha messo in evidenza che il comune di cui Agostinelli è primo cittadino fa parte di quelli insolventi, con un debito a più 'zeri' proprio nei confronti della società interamente controllata dalla Provincia.

Al primo, Maglione, si può ricordare un passo del Fatto Quotidiano, testata che certamente gli sarà familiare, dell'11 giugno 2016. Un articolo nel quale venivano affrontate le difficoltà di Virginia Raggi che, “a 9 giorni dal ballottaggio, non stringe ancora tra le mani la squadra di assessori che la dovrà affiancare, se vincerà, in questa complicata partita di governare la Capitale”: “Escluso – scriveva Elena G. Polidori - Raphael Rossi, che ha lavorato per diverse amministrazioni a Trento e Napoli, in un primo momento pensato per occuparsi di Ambiente ma poi considerato ‘divisivo’ nel Movimento”.

Il secondo, Ruggiero, può essere magari invitato solo a pazientare, e con lui l'opinione pubblica che continua a interrogarsi sui motivi di alcune – diciamo così - difficoltà attuali della Samte. Un predecessore nella carica, Fabio Solano (altra sponda politica, oggi), ricordava, ad agosto 2018, come “i Comuni morosi devono pagare i debiti con la Samte, solo così si può scongiurare una nuova emergenza rifiuti nel Sannio” (Ottopagine). Da sindaco, cioè da persona davvero informata dei fatti, si può star certi che la prima cosa che l'amministratore unico Agostinelli dirà e farà sarà spiegare perché esistano Comuni morosi e se il Comune da lui amministrato è fra quelli morosi o meno, e perché. Ci vuole pazienza, appunto.