In viaggio verso Avellino, Salvini farà tappa a Pietrelcina. Passerà anche lui

- Opinioni IlVaglio.it

Pur senza certezze ufficiali, sembra ormai sciolta la... riserva (leggi) per cui il ministro dell'Interno e leader leghista, Matteo Salvini, sarà a Pietrelcina, almeno a portata dei suoi supporter nel Sannio, di certo limitati nel loro adunarsi entusiasticamente per l'acclamazione di rito dal vuoto di una elezione amministrativa, oltre le Europee.
Il leghista andrà poi nel capoluogo irpino, dove si voterà anche per scegliere, alle 11 del mattino del 6 maggio, per sostenere l'ossimoro di una candidata ufficiale del sovranismo in salsa meridionale.

Il cronoprogramma precedente dovrebbe comprendere – con prevedibile stringatezza (si comincia alle 10) - solo il 'pellegrinaggio' sui luoghi d'origine di San Pio.

Si può ipotizzare che il vicepremier del Governo Conte vada ad abbeverarsi al pensiero del Frate Cappuccino («Sono divorato dall’amore di Dio e dall’amore del prossimo») - che certo osserva nel suo quotidiano agire -, peraltro spiritualmente sintonizzandosi con la comunità locale, sensibile come sempre quando pizzicata sulle corde della religiosità, e quindi ricavando un utile doppio. Si può anche ipotizzare l’agitazione di autorità e forze dell'ordine locali nel predisporre uno stringente piano di controlli: sarà una lunga vigilia tesa alla costruzione di un cordone sanitario con pochi, mirati accessi (la “zona nera”, perché, in questo caso, proprio “rossa” non può dirsi), e chissà se gli esponenti dei Cinquestelle che, tra gli altri, insorsero per la visita/show a Benevento del Matteo Renzi premier-segretario di partito stavolta ci saranno, in prima fila, coi megafoni e la piena, strumentale visibilità.

Ma invero questa dovrebbe essere l'occasione adatta per favorire, isolando l'uomo, quel desiderio di (finto) raccoglimento che muove, sicuramente, un ministro della Repubblica così adorato: andrebbe lasciato al cospetto della sua sola coscienza e della richiamata “volontà di visitare i luoghi di Padre Pio a Pietrelcina ed incontrare i cittadini” che pone la propaganda in sintonia col sentimento religioso perché maturi la consapevolezza della caducità della sua dimensione e della irriducibilità di una Resistenza culturale che non sarà mai indulgente con un possibile fascismo riveduto nelle forme e corretto nelle modalità espressive. Passerà anche Salvini, e non solo per Pietrelcina. E l'ipertrofia mediatica non ne conserverà traccia.