Tantissimi beneventani continuano a non pagare la tassa sui rifiuti e gli amministratori ripetono la litania sull'evasione

- Opinioni IlVaglio.it
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

“Conti in ordine, ma è buco Tari”. “Tari e multe, a Benevento è record di evasori”. Titoli, e concetti, fotocopia per (ma non solo) i due quotidiani con cronaca cittadina, ieri-oggi-domani e quindi pure all'alba dell'ultimo giorno del mese di aprile 2019, riferendo con piattezza dell'approvazione del conto consuntivo 2018 da parte della Giunta mastelliana. Più che rimandare al recente (appena tre settimane) scritto del Vaglio (leggi), che ha interessato l'altra circostanza istituzionale del Bilancio, quello di previsione, non si dovrebbe fare. Perché l'opinione pubblica interessata ai casi del portafoglio proprio ma anche alla salute economica della cassa di tutti colga l'occasione, l'ennesima, per sentirsi allegramente sfotticchiata nel leggere, ancora una volta, l'ennesima, che “uno degli impegni prioritari dovrà essere la lotta all'evasione. Parliamo della Tari, laddove la percentuale di riscossione si attesta appena al 61%”.

E', dunque, intanto opportuno che i contribuenti di Benevento sappiano che gli avvisi che sta racapitando, o ha recapitato, la società di riscossione Andreani Tributi in questi giorni, e sui quali l'assessorato alle finanze di palazzo Mosti s'è permesso il lusso, l'ennesimo, di licenziare argomentazioni capziose con il solo scopo di distrarre l'attenzione da un problema irrisolto ancorché sbandierato ad ogni piè sospinto come obiettivo da centrare, corrono il rischio di rivelarsi lettera morta – indipendentemente dalla querelle sulla data di recapito... - per quattro beneventani su dieci.
Carta destinata al macero, fogli arrotolati per accendere il falò dell'evasione e dell'elusione e fare cenere dell'equità fiscale, perimetrato dal proverbiale ottimismo, l'ennesimo in favore di stampa, della Serluca: “Da qualche mese la situazione di precarietà può dirsi alle nostre spalle, pertanto dovremo tentare di arginare tale fenomeno”. Tentare...

Ma quando, ancora, l'assessora ricorda che la “percentuale di riscossione è in linea con quella del rendiconto 2017”, la stessa ci ricorda, senza renderlo esplicito (e si capisce…), che c'è un versante sul quale l'operatività è rimasta... inoperosa. Non serve la zingara per indovinare. E crescendo nelle previsioni le entrate tributarie per il 2019 - intorno al 4% -, ben si comprende come il gridolino d'allarme affidato ai media su quanto “resta ancora molto da fare per riscuotere i tributi che hanno una bassa percentuale, così come resta ancora da fare per la lotta all'evasione” suoni, alla luce dei risultati pubblicizzati in sede di consuntivo 2018, come un esercizio vuoto di retorica istituzionale, moneta corrente in tutte le stagioni della politica, compresa l'attuale, che potrebbe essere risparmiato al lettore opponendo magari oggi un bel silenzio all'auspicabile fragore dei risultati, dopo.