La neonata Lega beneventana subito alle prese con le beghe interne: nulla di nuovo in questo Sannio

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Claudio Mosè Principe
Claudio Mosè Principe

Ci sono speranze, meno male, perché la Lega Salvini possa 'evolversi', nel cortile sannita, in qualcosa di ordinario, sotto il profilo politico. Non è in ballo il consenso popolare, però: la suggestione dell'uomo forte, sia esso il Papa, il podestà o il sindaco, è storicamente un patrimonio della subaltermità locale, vizio di una società abituata a riconoscersi o a ritrovarsi compatta solo nelle sue paure. E' probabile, quindi, che pure da queste parti il miraggio/Salvini venga scambiato per una soluzione piuttosto che per un problema, per la democrazia.

No, è proprio il partito e la sua eventuale crescita qui a far maturare dubbi, o – al contrario – la certezza di un altro eterno ritorno, quello democristiano. Ci vorrebbero insomma magici stivali per percorrere le Leghe già esistenti, volendo tener in debito conto le notizie apparse a corredo dei vari incontri allestiti per la campagna in vista della tornata di elezioni di fine maggio (Europee su tutte). Avremo un coordinatore provinciale ufficiale (Luca Ricciardi) e gli scissionisti riuniti attorno a Claudio Mosè Principe (ritornano sempre...), in appoggio ovviamente a candidati diversi. Così come nell'orbita leghista hanno preso a gravitare e farsi amabilmente fotografare alcuni consiglieri comunali (della città capoluogo e non solo), anche loro – per non disperdere la frantumazione – pronti a dar favori d'urna verso nomi non convergenti.

Nemmeno nasce, insomma, l'ossimoro della Lega al sud e al sud del sud (Benevento e il Sannio) già si trova materiale per lotte di (modesto) potere. Un buon segnale di 'normalità'.

D'altra parte non c'è nessuno dei coinvolti in queste beghe elettorali che abbia un percorso lineare nelle sue appartenenze politiche, e ciò a testimonianza che, laddove si spande per l'aria l'odore di un possibile successo, in tanti delle cosiddette classi dirigenti provano a intingervi il pane del loro consenso, declinato ovviamente in chiave personale.

E anche eventuali preoccupazioni espresse da qualche organo di stampa sulla tenuta della coalizione di palazzo Mosti vanno prese con le molle: ci vorrebbe tanto, troppo coraggio per spezzare il cordone ombelicale con Mastella col dichiarato fine di (ri)affermare una coerenza col nuovo corso che ci si è dati. Nulla di nuovo, anche se ci si sbatte per dimostrare il contrario.