Le elezioni europee e la politica nel Sannio: tratto distintivo le divisioni interne ai partiti

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Fa scuola anche l’esempio del Pd sannita, per quanto paradossale possa apparire una simile affermazione (perché di esemplare i locali democratici non hanno molto da offrire…). E così, la teoria degli appuntamenti pre-elettorali in chiave europea si sta trasformando in una conta e personale resa dei conti all’interno del centrodestra. Un post sul profilo social del sindaco Mastella, ad esempio, è di recente servito a ricordare - che in questi territori battuti dall’imperioso vento in poppa ceppalonese che ha nuovamente condotto in porto i suoi esponenti al Parlamento (Lonardo) o a palazzo Mosti (lo stesso Mastella) - esistono due Forza Italia. Quella, appunto di chi dice (il sindaco): "A queste Elezioni Europee io voto così ed ai miei amici chiedo di darmi una mano a votare allo stesso modo: Forza Italia con preferenze Berlusconi, Chiusolo, Patriciello (chissà cosa ne pensano i lavoratori del Cmr, Ndr). Berlusconi perché, in un momento difficile, ha rischiato e, con coraggio, si è rimesso in discussione. Chiusolo perché è la mia capogruppo al Comune, giovane avvocato, intelligente e capace. Patriciello una persona che, sul piano politico e su quello dell'impresa, ha dimostrato di saper tutelare i nostri territori".
E la Forza Italia di chi si sostiene, a questo punto (Ciccopiedi), forte di solidi appoggi (“…ha sempre esternato di avere amicizie molto in alto in FI…”, scrive Gazzetta di Benevento).

L’unico elemento in comune è la preferenza a Berlusconi, sostanzialmente un obbligo per ricucire addosso all’attempato leader la figura dell’amato statista. Dopo di che il distinguo va letto nell’ottica meno immediata del profilo europeo, dove non sembrerebbero avere molte chance, questi candidati sanniti, e va inquadrato col mirino puntato sull’appuntamento elettorale che si vuole di sfratto al governatore De Luca, in Campania.

Il solco scavato fra gli ‘azzurri’ segue, come sappiamo, la partenogenesi della Lega Salvini, una e invece trina, nel Sannio. La venuta in città e provincia del terzo candidato sostenuto nel voto del 26 maggio (Tommasetti, rettore dell’ateneo salernitano) ha garantito una vetrina ai consiglieri comunali Pina Pedà e Luigi De Minico, anch’essi folgorati dalla via sovranista; essa fa seguito al sostegno ufficiale di Luca Ricciardi per Sgrò e Mosè Principe per Vuolo. Una moltiplicazione di preferiti in attesa, a quanto pare, di una moltiplicazione di preferenze.

Per una volta, la storica vigenza in uno storico statuto del divieto di frazionismo avrebbe potuto rivelarsi, per la frastagliata geografia della parte politica opposta, una peculiarità e un’addizione efficace per le urne. Invece, la scelta di queste ultima è caduta sulle funerarie…