Dopo l'eliminazione dai playoff, la solitudine del presidente Vigorito

- Sport IlVaglio.it

C'è tutto un mondo di richiami poetici dietro le figure del calcio. “Vedo il pallone calciato che arriva come una locomotiva e sono solo nel cielo mentre volo incontro al tiro e voi trattenete il respiro”: eccola, “la solitudine del portiere di calcio” mirabilmente resa da Stefano Benni. E “la solitudine dell'ala destra” (Fernando Acitelli) e “la solitudine del centravanti” (Osvaldo Soriano) sono elegie letterarie che scaldano la fiamma del mito.

E c'è un'immagine, certo casuale anche perché venuta prima della fine (prematura, dell'avventura agonistica 2018/19), che però si presta a far da quadro del campionato cadetto giallorosso senza la necessità di essere accompagnata da statistiche o dichiarazioni o malumori. Ritrae “la solitudine del presidente”. Quasi presago, Vigorito si muove lento sul campo di gioco, riempie di sé il vuoto del prato. Solo, come lo lascerà, a pensare, il risultato finale (Benevento – Ciattadella 0-3). Con il calcio di città fermo dopo il ceffone. Sospeso all'esito di una riflessione, in solitudine, del presidente.