Sussurri e grida dei politici locali in salsa leghista dopo il voto europeo nel Sannio

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Francesco Maria Rubano
Francesco Maria Rubano

Nella frammentazione tutta sannita del voto leghista, il punto più alto lo si è toccato a... Puglianello. Con l’eccezione prevedibile di Casalduni, luogo di nascita della candidata sannita Sgro, se l'Italia si potesse riassumere appunto nelle vicende del piccolo comune e nel suo alfiere istituzionale, ebbene il partito di Salvini avrebbe di che dormire sonni tranquilli, ben più che stabile al comando solitario del timone nazionale - così come Capitano desidera. 46,68%, gongola Francesco Maria Rubano, per il primato “morale” del risultato più alto nel Sannio. Frutto della campagna a tappeto condotta dal neo-eletto sindaco in favore della candidata Vuolo – alternativa alla Sgro nel gioco delle correnti -, “espressione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Pina Castiello”, quella stessa che ha voluto “testimoniare, senza veste partitica (…, Ndr), il suo sostegno alla lista ‘Uniti e Coerenti per Rubano Sindaco’”.

Col ministro impegnato a battere a tappeto il territorio, non desta meraviglia che suoi epigoni come i sottosegretari non lascino a loro volta nulla d’intentato: ed ecco che sulla carta geografica del voto 'verde' compare, in neretto, Puglianello. Dove il giovane Rubano ha compiuto l’ultima (ma: mai dire mai) giravolta in ordine di tempo, passando dal centrosinistra al centrodestra e ora alla inclusiva, e vincente, galassia leghista. E soprattutto dimostrando un camaleontico adattamento ai mutamenti del vento politico, in ogni dove: provincia, comune, nazione.

Per uno che si è rivelato svelto nel commentare ed eloquente nel sottolineare vicinanze di peso, s’ode altrove un inspiegabile silenzio. Quello della rodata coppia di consiglieri comunali Luigi De Minico e Pina Pedà, di cui il panorama sannita post-elettorale non è riuscito, finora, a conoscere una valutazione in tal senso (393 preferenze in città). La terza gamba, invero un po’ corta, della Lega Salvini s’è spesa, come sappiamo per il già Rettore dell’Università di Salerno Tommasetti, una candidatura che suscitò, quando ufficializzata, molto rumore e altrettante polemiche. Il professore non è riuscito nell’intento di andare a Bruxelles e i discenti politici in loco non si sono sperticati nell’illustrare la paternità e la maternità della consistenza dell’appoggio. Si attendono sviluppi. Forse.