L' "ex voto" per i voti venturi, la nuova strategia dei politici rilanciata a Benevento e le conseguenze pessime: immediate

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Funziona sempre così: dai un dito, si prendono la mano. Ben più che un modo di dire: un modo di fare e d'essere. Accade che la... città di Benevento sia oggi “affidata al Sacro Cuore di Gesù”. Lo scrive Gazzetta, ricordando che, in occasione del tribolato fine settimana della zona Cappuccini, dove tempio e mercanti hanno convissuto amenamente, il “sindaco Clemente Mastella ha letto l'atto formale con il quale a nome della città ha affidato al cuore del Figlio di Dio, lui stesso e l'intera comunità cittadina, con tutti e singoli i membri che la compongono”. Emerge anche un filo di preoccupazione nel cronista: “Un gesto forte ed anche in qualche modo coraggioso (qualcuno dirà di opportunismo politico) quello di Mastella, in un tempo in cui i Crocefissi vengono tolti dalle aule delle scuole e dalle stanze delle istituzioni pubbliche. Un gesto che probabilmente non mancherà anche di accendere polemiche”.

Ora: è indubbio che il sindaco anche in politica sia di fede cattolica (è partito dalla Democrazia Cristiana, perbacco) e che di fede cattolica sia la maggioranza non certo solo dei cittadini beneventani, ma del Paese, e che sia stato sollecitato al passo dal parroco (...Cicero pro domo sua).
Però: piuttosto che suscitare polemiche, il suo gesto si rivela – volendo tacere sull'aspetto dell'opportunismo insinuato dal cronista della Gazzetta – quantomeno inopportuno e solo per il messaggio che trasmette. Di esclusione. Ci sarà, infatti, almeno qualcuno, in questa comunità che egli ha voluto rappresentare come “intera” sull'altare, che è d'altro credo religioso o alla religione in generale non s'approccia, eppure sente di essere parte integrante della comunità una cui “parte” soltanto ha eletto il sindaco Mastella. Che stavolta, quindi, non è il sindaco di tutti. Ma fin qui, passi.

Quanto invece certe rappresentazioni di sé e della politica servano a esaltare oltre misura qualche animo lo testimonia sempre un intervento ospitato da Gazzetta di Benevento, dove il giornalista Gianluca Martone, nella circostanza forse dimentico dell'esistenza di una legge dello Stato varata per disciplinare la materia e confermata a furor di popolo referendario, espone alcune sue teorie personali che invita a ritenere un dogma, invocando appunto un intervento di un sindaco così apprezzato per il gesto compiuto: “Nostro Signore Gesù Cristo e la sua Santissima Madre, ai quali si è consacrato in modo pubblico, non vogliono più bambini innocenti sanniti uccisi con la pratica omicida dell’aborto. 500 nostri figli e fratelli ogni anno vengono spezzati alla vita in modo atroce al 'Rummo' di Benevento. Chiedo, pertanto, al primo cittadino di Benevento di far interrompere immediatamente questo genocidio del nostro amato popolo beneventano, dando così credibilità e sostanza a questo importante atto di consacrazione pubblico al Sacro Cuore di Gesù e, nello stesso tempo, di allestire un cimitero per bambini abortiti”.

C'è ben poco da polemizzare con il gesto di Mastella, quindi. C'è solo da invitarlo, caldamente, ad astenersi da una commistione fra religione e politica, viste certe conseguenze che scatena. A meno che i tempi non richiedano, come pare accada, un adeguamento: corone di rosari fra le mani e benedizioni invocate dai santi più disparati sono il più laico dei talismani per attrarre certo voto cattolico nell'urna (dove riposerà la democrazia).