L'ineffabile Benevento: appaiono fuggevoli Ferrari, permangono tonnellate d'immondizia. E i politici? Postano....

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Un centinaio di collezionisti - si deve supporre non proprio poveri in canna - hanno sostato dinanzi alla Prefettura di Benevento senza incorrere nel ritrovato rigore dei vigili urbani, trasformatisi di recente in macchina da guerra per arginare i comportamenti poco urbani lungo il corso Garibaldi e nelle zone a esso adiacenti (multe ai ciclisti, controllo movida in orari contingentati). Un po' di inquinamento acustico, la grande magia del consumo resa accessibile a tutti, nel senso solo di guardare e stupirsi, e la cavalcata delle 'inutilitarie' si è arricchita del solito iperbolico commento del sindaco (tramite Tv7): “Un evento importante che farà fare a Benevento il giro del mondo”, senza specificare se in meno o in più di di ottanta giorni…

Dal “salotto buono della citta” si è innalzato poi il solito peana istituzionale sul “momento di valorizzazione delle nostre bellezze culturali”. Secondo la logica strutturale in favore del turismo locale del 'mordi e fuggi': infatti, in un paio d'ore circa hanno mangiato - e pure visitato! - prima di ripartire per Capri a miracol mostrare (le vetture anche anfibie, evidentemente).

Tutto sommato, è andata pure bene. Perché, ingolosito (“...saranno milioni a conoscere Benevento”), al ceppalonese primo cittadino di Benevento poteva pure venire in mente di schiudere, oltre quello del salotto, l'uscio di qualche altra stanza. Nel ripostiglio, per esempio, si poteva apprezzare - come in foto, pur senza riuscire a far comprendere il suggestivo e gradevole lezzo – quel che resta il giorno dopo (proprio il 18 giugno della Cavalcade delle valchirie rampanti) la raccolta (?) del rifiuto indifferenziato.

“Un grande spettacolo – ha scritto Anteprima 24 - non solo per i proprietari delle Ferrari ma per tutti i cittadini e turisti, che lega la Casa automobilistica più famosa al mondo a questi luoghi simbolo della bellezza italiana”: c'è facoltà di interpretazione sul riferimento possibile del giudizio.
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Dicono che l'evento abbia portato con sé un po' di baruffa politica a mezzo social fra la senatrice pentastellata De Lucia ed il sindaco Mastella.

“Credo che tavole imbandite e buffet ricolmi di prelibatezze nel chiostro del Museo del Sannio, prospiciente il bene UNESCO di Santa Sofia, siano il massimo del minimo che la nostra comunità possa sopportare”, ha chiosato la prima, libera dagli impegni a palazzo Madama dal cui scranno, da giornalista, ha censurato secondo linea di partito il servizio ed il costo dei giornalisti (altro da sé) di Radio Radicale.

“Vedo che 5 stellisti, ed altri loro confratelli in associazione a parlar male sempre e comunque, non hanno gradito. Chi se ne frega. Prima la città. Piuttosto i cinque stellisti mi spieghino cosa hanno fatto fino ad oggi per la nostra città. E poi basta parlar sempre male. A quelli che lo fanno occorrerebbe mettere la briglia della comare, strumento, ricorda Gramsci, che veniva utilizzato nei confronti di quanti parlavano sempre e solo male”, ha replicato Mastella in vena di citazioni fasciocomuniste.

Ma non è una cosa seria, ha scritto Pirandello prima di loro.