55 al posto di 40... Son numeri al Comune di Benevento. Le cifre impietose del declino di Città Spettacolo

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Cinquantacinque, ma non li dimostra. Perché, di anni, ad essere precisi, ne ha giusto quaranta. Ma dietro una svista redazionale, sempre in agguato, magari si cela altro, qualcosa di più profondo. Imboscato nelle pieghe dell'animo. Occultato nell'ottimismo dello spirito. Ecco: magari è un augurio di prosperità, perché suggerisce già una vita più duratura. Un esempio dell'efficacia nel programmare sul lungo periodo. E' la conferma della solidità, la ratifica della tradizione.

Ci sono anche dei risvolti negativi, però, che l'immaginazione – quella non al potere – neppure lontanamente riesce a prefigurare. Sia dal versante politico, che quello culturale ed amministrativo. Così, da qui ad andare avanti per tre lustri: la firma del medesimo dirigente; l'individuazione del medesimo direttore artistico; l'immutato colore politico dell'amministrazione; lo stesso primo cittadino... Oddio.

E poi si sarebbe l'inefficacia del messaggio, in origine: ancora, dopo tanti anni, si ripropone l'instancabile ricerca per catturare il sostegno di qualche sponsor che renda più lieve il peso dei costi sostenuti, secondo una liturgia anch'essa tradizionale di piagnistei per i mancati riconoscimenti e giaculatorie per i risicati finanziamenti.
A proposito, pure questi rimarrebbero inchiodati alla stessa cifra (150.000 euro): niente inflazione; niente uscita dalla valuta europea; fosco invito a qualche magia con i numeri.

Magia, appunto, come quella dell'intestazione (presente anche nel corpo) della Determina dirigenziale del Settore Cultura del Comune di Benevento n. 47 del 21 giugno 2019, in cui l'uso della numerazione latina e quella araba in lettere pur usata nel testo confliggono, confermando – come dire - il complesso approccio nell'interpretare i segni dei Romani e togliendo le briglie alla fantasia. Anche quando del festival Città Spettacolo non c'è nulla se non soliti spifferi metamediatici, e quindi nulla che possa richiamare il fantomatico interesse degli investitori, c'è sempre qualcosa che provvede a riporlo nel nostro cuore.