A Benevento, in barba ai contribuenti onesti, si corre verso il condono. Altrove c'è chi dice no

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Uno alla fin fine benedice la dimenticanza. Un altro indossa un sorrisetto beffardo. Il terzo tira un sospiro di sollievo per l'indubbio risparmio. L'ultimo ha avuto ragione: chi la dura la vince. A pensarci bene potrebbe essere questo l'identikit, sommario, dei quattro cittadini su dieci che a Benevento tengono ben stretti i cordoni della borsa quando si parla di imposte locali - e, nello specifico, di tassa rifiuti (“...la riscossione ordinaria della Tari si attesta intorno solo al 63%”: l'assessore alle Finanze del comune di Benevento, Maria Carmela Serluca, il 17 gennaio 2019).

E' ovvio che lo smemorato, il menefreghista, il bisognoso, l'evasore incallito tanto prima o poi un condono arriva magari non sono equamente distribuiti in tal modo (cioè il 10% a testa), e che pertanto l'una categoria di mancato contribuente è più ampia dell'altra, ma tutto viene ricondotto a una sola verità: un buco nelle entrate, cui le toppe susseguitisi negli anni, bucate anch'esse, non hanno posto rimedio.

A costoro viene pure in soccorso il Governo del cambiamento (?), in... perfetta continuità con esperienze precedenti. E allora plana anche sui comuni, grazie al varo del Decreto legge 'Crescita' – peraltro approvato nel lontano Consiglio dei Ministri n. 53 del 5 aprile -, “l’estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali“, contenuta all'articolo 15.

Come un unanime coro degli organi di informazione non ha mancato di rilevare, siamo dinanzi a un (ennesimo) condono, relativo alle tasse locali, per le quali i cittadini inadempienti potranno mettersi in regola pagando l’imposta, senza il basto delle sanzioni e degli interessi. Il periodo interessato è ampio, va dall'1/1/2000 al 31/12/2017, inteso come notifica delle ingiunzioni fiscali; l'ente Comune avrà tempo due mesi (la legge è andata in vigore il 1° maggio) per accedere allo stesso, adottando una delibera che contorni il perimetro della sanatoria (annualità, tributi, eccetera).

E siamo al Comune di Benevento, al Consiglio comunale con all'ordine del giorno un solo punto redatto in perfetto burocratese (“Approvazione del regolamento relativo alla definizione agevolata alle ingiunzioni di pagamento ex D.L. n. 34 del 30 aprile 2019“), convocato per il 1° luglio e preceduto da consuete e vane baruffe nella Commissione consiliare Finanze.

Andrà a finire che il 'condono' in questione, che per gli ignari, gli ingenui e i contribuenti onesti è mascherato dietro la formula verbale - piuttosto offensiva - della “pace fiscale”, sarà approvato dall'assise di palazzo Mosti con il placet:
1) dei mastelliani di governo, perché costituirebbe la boccata d'ossigeno di un gettito inatteso in tempi di carestia perenne, per quanto lo stesso gettito dovrà essere dirottato sull'organismo di liquidazione, per il dichiarato (nel 2017) dissesto finanziario del Comune;

2) dell'opposizione di centrosinistra, perché verrà incontro alla pletora di contribuenti (con smart tv e un paio di cellulari a componente familiare) che verserebbe in difficoltà economiche;

3) dell'opposizione 'grillina', che mai aprirebbe fuoco amico su un provvedimento del Governo.

E c'è da scommettere che nessuna posizione a 'difesa' del cittadino – tra soggetti istituzionali o sociali - si manifesterà perché non venga recepita tale misura: necessità di cassa e convenienza del singolo si coniugano alla perfezione, in un gioco al ribasso che la retorica governativa presenta come una misura di sostegno. Sostegno sì, ma alla furbizia e all’egoismo incivile.

Piuttosto, sarebbe interessate sbirciare le fisionomie e sondare cosa intanto sta passando per la testa ai sei contribuenti onesti, sui dieci dell'esempio Tari riportato in avvio, i quali, tutto sommato, pagano i tributi. Che fanno, si maledicono? Si scagliano contro la loro prudenza? Si vergognano della mancata sfrontatezza? Si pentono della loro onestà?

Infine: per meglio comprendere tanto la libertà quanto la qualità nella scelta di aderire o meno alla misura, basta leggere la nota stampa del Comune di Bologna, 'memento', commento ed epigrafe al tempo stesso: “Il Comune di Bologna ha deciso di non avvalersi della possibilità di introdurre la definizione agevolata dei crediti comunali oggetto di ingiunzione, secondo quanto stabilito dall’articolo 15 del Decreto Crescita entrato in vigore il 1° maggio 2019... Per la Giunta non è opportuno esercitare questa facoltà, perché rischia di provocare disparità verso i cittadini che hanno pagato puntualmente i crediti che diventano oggetto di ingiunzione...”. "Il rapporto tra cittadini e Comune è un rapporto di fiducia che si basa su regole certe - sottolinea l'assessore al Bilancio e Finanze Davide Conte -. Ecco perché non si può aderire al condono proposto dal governo: il governo del cambiamento cambia le regole del gioco, premiando chi non ha pagato e danneggiando chi ha fatto le cose per bene, pagando nei tempi e nei modi giusti. Il contrario di quello che cerchiamo di fare a Bologna con regole più chiare, un’attenzione all’informazione corretta e una cura particolare di quanti si trovano in una reale difficoltà a pagare". Bologna è comune d'Italia come Benevento, ma in comune hanno solo l'iniziale.