“Prima io” ! La spaccatura della Lega a Benevento cifra caratteristica dei politici sanniti

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Claudio Mosè Principe
Claudio Mosè Principe

Come sempre, è troppo dolce – e quindi difficile da respingere – il sapore del potere. O almeno la sua eco, qui nel Sannio. Dove la Lega Salvini prosegue, imperterrita, la sua battaglia interna, divisa come una mela nel tentativo di accreditarsi presso il leader e quindi lucrare politicamente da tale riconoscimento. Nemmeno ha fatto in tempo il coordinatore regionale Gianluca Cantalamessa, e la sua spalla in loco Luca Ricciardi, a dichiarare, inaugurando la prima sede 'ufficiale' a Benevento del nuovo corso, che la “Lega Salvini premier è una sola” e il resto “effervescenza elettorale”, che queste ultime bollicine partorite dalla instancabile opera di riposizionamento di Claudio Mosè Principe sono esplose esaltando il valore dell'apporto in voti alla candidata Lucia Vuolo eletta all'Europarlamento. In più, per un tocco di incredibilità che abbellisca il precario quadro, anche il neonato gruppo alla Rocca dei Rettori costituito dai soli Mucciacciaro e Claudio Cataudo ha trovato il modo di scindersi: chi da una parte, chi sulla barricata di fronte (...e siam rimasti in uno).

E' l'esempio più calzante di come la politica in questa provincia soffra del male atavico del conveniente collocamnto in proprio, peraltro neppure coniugato nel tempo giusto: l'eterno presente dei conflitti, infatti, è il sintomo di un futuro provvisorio, fatto evidentemente non di convinzioni (basta enumerare casacche e scorrere curricula di tanti protagonisti...) ma di innamoramenti destinati a finire non appena si profilerà il tramonto: di idee, uomini, voti. Pronti a cominciare altrove. “Prima io”, insomma, molto prima dei sanniti e degli italiani.