Benevento è sporca, ma si celebra l'utile del bilancio Asia. Date piuttosto il gruzzolo a quel ragazzo: lo merita

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Sarà capitato spesso di guardare ai “numeri” come a uno “specchio di realtà”. E magari l'assunto è anche vero... fino a quando non ci si imbatte nella riga tirata sotto il bilancio 2018 dell'Asia Spa, la municipalizzata beneventana dei rifiuti (leggi sul Vaglio.it). Bilancio che si è chiuso con un utile di poco superiore ai tredicimila euro. Fra Serluca, assessora di riferimento della 'proprietà' (il Comune di Benevento), e Madaro, amministratore unico di Asia, è tutto un gongolare, uno specchiarsi – appunto – in una “politica di contenimento dei costi e razionalizzazione della spesa” (in particolar modo quella relativa al costo del personale), che si è realizzata “nonostante il fermo dell’impianto STIR di Casalduni e la carenza impiantistica afferente il ciclo integrato dei rifiuti”.

Se a ciò si aggiunge, per il futuro evidentemente piuttosto che nella valutazione del passato, un “Piano Industriale che prevede obiettivi di incremento della raccolta differenziata attraverso il miglioramento del servizio dì gestione del servizio con l’introduzione della raccolta 'porta a porta' del vetro attraverso l’eliminazione delle campane stradali, la graduale sostituzione degli automezzi obsoleti con automezzi nuovi acquisiti in noleggio 'full service' e una forte campagna di sensibilizzazione grazie a un Piano di comunicazione recentemente approvato”, si comprende come, tradotte le intenzioni nel presente, al momento è pienamente attivo... solo il Piano di comunicazione.

Per giunta declinato sotto il versante della divulgazione a cura dell'azienda stessa, che sbandiera appunto il risultato di cui andare orgogliosi come beneventani.

Eppure, per dirla in breve ma col supporto di continue testimonianze, articoli, riprese televisive, segnalazioni, reportage sui media, eccetera, Benevento è sporca.

Bando al disfattismo, però: urge una proposta. E allora: destinare il gruzzoletto dell'utile di esercizio al ragazzo di colore che, pala e zappetta fra le mani e cartello esplicativo posto in avvio del “cantiere” mobile dei lavori, si cimenta, peraltro con buona professionalità e risultati, nella pulizia di aiuole o marciapiedi o altre superfici lordate in varie zone cittadine, rimettendosi al buon cuore e ai pochi spiccioli dei viandanti, a loro volta soddisfatti nell'esigenza di una minima operazione di restyling ambientale estranea al mero concetto di bilancio. Soddisfatto, secondo lo spirito dei tempi, il motto “prima gli italiani” - con lo stipendio -, potrebbe in tal modo crearsi spazio anche per gli ultimi.