Dissesto finanziario a Benevento - La poca collaborazione tra Comune e OSL è un fatto preoccupante

- Politica Istituzioni di pompeo nuzzolo

Gli interventi del presidente della Commissione liquidatrice del dissesto (d’ora in poi OSL) del Comune di Benevento, dottor Ricciardi e dell’assessore comunale alle finanze dott.ssa Serluca, riportati dalla stampa locale, offrono un quadro preoccupante della condizione finanziaria di detto Comune che, ovviamente, si ribalta sulle condizioni della città.
Il presidente dell’OSL, con grande garbo, ha esposto le cause dei ritardi in cui versa la gestione del dissesto, elencando i non solerti contributi dovuti dal Comune per la determinazione della massa attiva e passiva del dissesto, eludendo, con altrettanto garbo, un’autocritica su alcune distrazioni che, in verità, l’OSL avrebbe dovuto evitare.
Vengo all’elencazione delle critiche che sono emerse, facendo una premessa: ciò che appare di maggiore rilevanza non sono le mancate collaborazioni, ma gli effetti che hanno prodotto, perché solo attraverso la loro comprensione sarà possibile elaborare un giudizio sulle cause che hanno indotto le istituzioni ad avere comportamenti non del tutto coerenti con i principi di lealtà, previsti dalla Costituzione fra enti istituzionali.
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L’OSL lamenta la quasi totale assenza di collaborazione del Comune di Benevento, in particolare la mancata consegna dell’elenco dei residui attivi e passivi, l’elenco dei beni alienabili o da gestire, l’elenco dei fondi vincolati, per esempio canone di depurazione, fondi regionali destinati ai portatori di handicap, eccesso di entrate della TARI da determinare attraverso l’elenco dei creditori morosi, fondi dei contributi del terremoto e altri previsti da disposizioni regionali, statali, europei e anche comunali.
E’ del tutto evidente che i documenti inerenti le voci precedentemente indicate sono indispensabili per determinare la massa attiva e passiva, in uno con il trasferimento del fondo cassa dal gennaio 2017, risultante alla data del 31 dicembre 2016.
E’ evidente che l’aver aperto l’OSL il proprio conto corrente nel secondo semestre del 2018 non ha favorito il trasferimento della liquidità all’organo di liquidazione. In verità, l’aiutino offerto dall’OSL, nel senso di aver lasciato la liquidità nelle casse del Comune, non sembrerebbe così grave, se fosse stato limitato a un periodo più breve e avesse evitato una serie di comunicazioni da parte del Comune poco trasparenti verso i cittadini sulla entità del dissesto.
Certamente, il ritardo descritto non ha favorito un comportamento virtuoso da parte del Comune di attivarsi a mettere in essere procedure idonee ad accelerare i tempi della riscossione. Basti pensare alla TARI. Nel 2017, prevedendo l’ultima rata a dicembre, l’amministrazione civica si è privata della possibilità di redigere il ruolo coattivo a carico di morosi ed evasori e quindi di una riscossione tempestiva.

La procedura è stata ripetuta anche per il 2018 il che lascia pensare che l’amministrazione abbia fatto affidamento sulla liquidità proveniente dal dissesto che è diventato, in un certo qual modo, un fondo di provvista per le casse del Comune e ciò è talmente vero che, per determinare l’avanzo di amministrazione dell’esercizio 2017 e 2018 il bilancio del Comune, si è avvalso della liquidità dell’OSL e del differenziale positivo dei residui provenienti dal dissesto.
Cos’accadrà al bilancio del Comune nel momento in cui il differenziale positivo scomparirà a seguito di ulteriori accertamenti effettuati dall’OSL sulla validità dei crediti?
Cosa accadrà quando non ci sarà il fondo cassa dell’OSL nel bilancio del Comune?
L’eventuale disavanzo, per coerenza, dovrebbe essere coperto dal Comune?
Mi sottraggo a ogni risposta perché riguarda il parere della Corte dei Conti della Puglia.
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Vengo alle lamentele della dott.ssa Serluca. L’assessora conferma che c’è stata piena collaborazione da parte degli uffici e degli organi politici. Non lamenta la tardiva apertura del conto, lamenta che molte domande presentate all’OSL sono rimaste inevase su fatti antecedenti la dichiarazione di dissesto. Non fa alcun accenno alla consegna degli elenchi dei residui attivi e passivi da dare all’OSL agli inizi dell’anno 2017, né fa riferimento ai fondi vincolati sui quali c’è stato un definitivo intervento legislativo nel corso del 2017, enuncia i compiti dell’OSL e soprattutto lo sollecita a recuperare il dovuto pagamento del Ministero di Grazia e Giustizia e le somme dovute dagli IACP al Comune ma entrambe rientranti nel dissesto.
Non essendo a conoscenza del fatto se siano stati consegnati o meno gli elenchi dei crediti all’OSL, mi limito a rilevare che la sollecitazione sarebbe giusta e doverosa, se fossero stati consegnati i documenti inerenti il credito, altrimenti non se ne capiscono le ragioni.
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A questo punto bisogna chiedersi quali possano essere le ragioni di questo comportamento dilatorio e a chi giovi? Ai creditori non credo, al contribuente non credo perché già pagava il massimo, ma allora a chi giova questo lassismo? Il Comune ha utilizzato, anche se per me in modo non rispettoso della separazione delle gestioni dei due organismi, la tolleranza degli attori in gioco, senza la quale, come già evidenziato dall’opposizione, gli esercizi non si sarebbero chiusi come rappresentati, per la cui continuità ci sarebbe bisogno di un’ulteriore tolleranza che durasse almeno per tutto il 2019. Qualche escamotage, forse, si troverà ma, se ciò dovesse avvenire, sarà una mortificazione per le istituzioni.