Ponte S. Nicola a Benevento e insicurezza. Come nel film: “Fino a qui, tutto bene… Fino a qui, tutto bene”

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“Ponte San Nicola a rischio chiusura: servono 25 milioni per la sicurezza”, titola Il Mattino on line del 6 luglio, e si spalanca un baratro di cui non si intravede il fondo sotto i piedi delle economie pubbliche a Benevento targate palazzo Mosti. Ma, per fortuna, è un errore di battitura (può capitare, invero) nel riprendere il contenuto dell'articolo pubblicato sull'edizione cartacea del giorno: i milioni sono 2,5. E, nonostante tutto, s'avverte il sapore di un deja vu. Come le foglie d'autunno, che cadono; i servizi mediatici sul ferragosto degli italiani, che si scopre vanno al mare, in montagna, in campagna; l'entusiasmo del direttore artistico di Città Spettacolo, che elogia il programma della rassegna; il ponte San Nicola è ormai un appuntamento ciclico dell'informazione.

E per quanto mai si siano comprese fino in fondo le sue condizioni di salute, il count-down di una paventata chiusura sotto l'albero (“...il blocco potrebbe esserci alla vigilia di Natale 2020”) serve a rinfocolare il racconto dei soldi che per ora non ci sono e che servono per intervenire sulla struttura: “La copertura finanziaria, a circa tre mesi dalla consegna della relazione a conclusione delle indagini (un vero 'giallo', quindi – Ndr) resta un miraggio”.

Ci eravamo lasciati due mesi fa (leggi sul Vaglio.it) con gli stessi concetti, la stessa preoccupazione e, ovviamente, due mesi in più sulla tabella di 'marcia', uso quanto mai improprio del termine visto che tutto è rimasto fermo… Come conferma il dirigente del Comune di Benevento Perlingieri al giornalista: “Un anno e mezzo sembra tanto ma, tenuto conto che finora non sono state individuate fonti attingibili con assoluta certezza, ci si renderà conto che, pur se il Comune dovesse recuperare i finanziamenti fra qualche mese, con i tempi necessari alla messa in opera degli interventi si rischierebbe di sforare. In tal caso, è ovvio che sarei costretto a chiudere il ponte”.

Mentre non si nasconde l'impazienza per la prossima puntata sul tema, con un calendario che risulterà ancor più abbreviato dal 'punto zero' del 2020 condiviso con Santa Claus, quest'evolversi dei fatti è così cinematografico da evocare un edificante parallelismo (dal film “L'odio”, di Mathieu Kassowitz): “Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: 'Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene'”.