L'oscura vicenda della morte della piccola Maria, dopo tre anni, è diventata ancora più oscura

- Cronaca IlVaglio.it

Nuovi e raccapriccianti particolari straripano, con il loro carico di effetti speciali, dagli organi di informazione nella vicenda della morte della piccola Maria, la bambina – 9 anni – ritrovata cadavere in una piscina a San Salvatore Telesino poco più di tre anni fa (giugno 2016) e al centro di una tra le più dolenti, e insolute, vicende di cronaca nera del Sannio. L’ultimo (ma chissà…) capitolo è ancor più intriso di dolore rinnovato e patimenti del corpo: riesumazione bis e ovvio agone mediatico in attesa dei risultati. E’ probabile che il rilievo assunto da tali rivelazioni, venute se possibile a stimolare il lato più oscuro di questa storia (organi interni spariti dopo la prima autopsia… pare una trama di Lovercraft), faccia parte di una fisiologica strategia legale. Essa getta un’ombra, ancor più marcata. sul viluppo delle incertezze dal quale non un solo indirizzo emerge, ma – appunto – un insieme di dati senza interpretazioni possibili, su cui viene fatta esercitare, attraverso la lettura, la fantasia dell’opinione pubblica.

E quindi il punto cui la narrazione giunge adesso è sempre malfermo e l’asticella spostata in avanti, in attesa che altri esperti emettano responsi, senza peraltro avere la certezza – come la cronaca sta dimostrando – che, a tale operato, nel moto circolare degli eventi, non accada a sua volta di essere (ri)messo in discussione.

Ben noti sono però, nella stesura del recente passato, gli elementi che hanno condotto a quest’urticante attualità, indesiderata e vissuta con strazio: su tutto spicca il mancato conforto dell’istituzione causa una strategia zigzagante alla ricerca di un bandolo solido nelle indagini, secondo quanto emerge dalle carte e non dalle parole dei cronisti (leggi, ad esempio, sul Vaglio.it) . Anni sono trascorsi invano nella ricerca di una verità per ora non svelata e si chiedono ancora oggi risposte ai resti di un corpo inanimato e martoriato. In letteratura ci sarebbe il commissario Ricciardi e le sue “visioni”, ma è disperante nutrire qualche speranza ulteriore in chi si agita nella realtà?