Mammografie a 16 mesi all'A.O. San Pio: Lonardo denuncia. L'azienda replica

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Scrive l'ufficio stampa della senatrice sannita di Forza Italia, Alessandrina Lonardo: “Questa mattina ho ricevuto il seguente messaggio: “Cara senatrice, stamani ho provato a chiamare il Cup, Azienda Ospedaliera San Pio, 0824334026, per una mammografia di ultima generazione, *disponibilità a partire da novembre 2020!* Non ho parole.” Per la verità anche anche io sono rimasta senza parole. Ma come è possibile? Chiedo pubblicamente al Direttore Generale Pizzuti ed attendo risposta. Tanto per dare riscontro agli increduli cittadini che ricevono queste risposte a fronte di esami fondamentali per la prevenzione. Il rischio è altissimo che da medicina preventiva diventi medicina postuma. L’unica certezza è che il nostro caro Ospedale Rummo, (per me resterà sempre tale) sta sprofondando sempre più. Ricordo a me stessa, ed a quanti mi seguono, l’indifferenza del Governatore De Luca e soprattutto del Ministro Grillo, alla quale ho rivolto ben sette, dico sette, interrogazioni e mai ho ottenuto una benché minima risposta. Credo sia davvero vergognoso. Se questo è il cambiamento, mille volte il pregresso. “Stavamo meglio quando stavamo peggio”, sempre attuale”.

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Scrive l'ufficio stampa del nosocomio: "La Direzione Strategica dell’A.O. “San Pio”, nelle persone del Direttore Generale, Dr. Renato Pizzuti, e del Direttore Sanitario Aziendale, Dr. Giovanni Di Santo, ha posto sempre particolare attenzione alle attività di prevenzione clinica in campo oncologico, e quindi anche nella diagnosi tempestiva e nel trattamento della neoplasia mammaria. A tal riguardo, dal trascorso mese di giugno si effettuano anche presso il P.O. di Sant’Agata dè Goti, sedute di diagnostica senologica ambulatoriale e chirurgica. Tale attività integra fortemente, fino a divenire spesso vicariante, quella istituzionale dei programmi di prevenzione primaria di screening mammografico di stretta competenza della ASL territoriale. Per tale motivo la Direzione Strategica si è spesso chiesta i motivi per i quali critiche vengano esternate nei confronti dell’Azienda Ospedaliera “San Pio” per un’offerta assistenziale che genera liste di attesa riferibili ad attività di I° livello, che esulano dalle competenze istituzionali di qualunque ospedale. Sono in essere, peraltro, percorsi integrati interaziendali attraverso la costituzione dei “Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM)”, per garantire al paziente-utente un completo percorso clinico-assistenziale della patologia oncologica. Il Dott. Alfonso Bencivenga, Direttore della UOC di Diagnostica per Immagini, sottolinea che la diagnostica senologica per la prevenzione del Ca della mammella prevede uno screening di I° livello di competenza dell’ASL ed uno di II° livello di competenza dell’A.O., riguardante i casi dubbi inviati dal I° livello (ASL). La nostra Radiologia, oltre ad effettuare il II° livello con un percorso concordato con l’ASL, attua anche attività ambulatoriale di I° livello con specifica prenotazione. La lista di attesa è legata al fatto che un notevole numero di donne (circa 4000/anno) si prenota regolarmente ad intervalli di un anno, generando, quindi, una lista d’attesa di 1 anno. Da settembre p.v. verranno effettuate specifiche sedute per i primi accessi, in modo da differenziare le due liste d’attesa, fermo restando che, comunque, la diagnostica di I° livello è di competenza dell’ASL. Pertanto, l’A.O. in tale settore sta cercando di offrire il massimo alla popolazione beneventana, anche oltre il proprio ruolo istituzionale. Il Dr. Zagarese, Direttore Responsabile della UOC di Senologia, rileva che dal 2006 l’A.O. “San Pio” ha istituito la Breast Unit, gruppo multidisciplinare, che prende in carico la donna affetta da patologia neoplastica della mammella. Nel solo anno 2018 sono state effettuate oltre 8700 prestazioni ambulatoriali (mammografia, visite, ecografie, ago aspirati/micro biopsia, interventi chirurgici). Tutte queste attività rientrano nella rete oncologica secondo quanto previsto dalla legge regionale. L’attività di Breast Unit prevede un iter clinico di II° e III° livello, come da linee guida delle società scientifiche, e garantisce la presa in carico e la completezza diagnostico-terapeutica ai pazienti che routinariamente si rivolgono alla nostra struttura".

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Chiude, specificando, ancora Sandra Lonardo: “Gentile Dott. Picker, mi pregio fare una precisazione alla sua risposta in merito ai tempi di attesa dell’ospedale per le mamnagrafie: secondo lei se già esistesse un monitoraggio di primo livello, come nel caso presentato, sarebbe normale approfondire e usufruire dopo un anno della diagnostica avanzata di secondo livello? In quale manuale di medicina, è spiegato che, ove occorra un approfondimento diagnostico, si può effettuare anche dopo un anno e mezzo? Caro direttore le chiediamo un contributo tangibile, per una vera medicina preventiva, a servizio dei cittadini. Grazie!”.