Rifiuti, costi aumentati per chi paga... La fredda realtà e il distante mondo della politica populista

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

C'è una 'ipotesi' di scuola che parla dell'advisor legale come di colui, qualificato ed esperto, che lavora per la risoluzione delle crisi d'impresa. Servendosi, come strumento, ad esempio anche del concordato preventivo in continuità. C'è poi un'altra 'ipotesi', meno scolastica e più pragmatica, si direbbe politica e consiste nel vantare il primato di quest'ultima sul tecnicismo della prima. Per cui quando, ancora ad esempio, vengono a confronto esponenti delle due parti, è piuttosto facile scegliere le fila dove collocarsi: non certo con chi sostiene una tesi suffragata magari dalla conoscenza diretta dei numeri aziendali e magari scomoda, ma con chi, al contrario, invoca innocenza propria, colpe ovviamente altrui, sollievo per l'elettore, al quale non far sapere quanto è gravoso il rifiuto da sversare.

E' andata così, almeno quanto alla disputa (leggi sul Vaglio.it), durate la recente assemblea dei sindaci sanniti sull'incipiente (conclamata) crisi dei rifiuti in provincia. Essa ha compattato i primi cittadini contro sprechi e Samte nella difesa del contribuente d'ogni età, gravato dell'esborso ulteriore di 15 euro circa (1,25 al mese). Costo dovuto a seguito di una delibera del presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, che ha appunto fissato un aumento rispetto alle determinazione tariffarie di spettanza provinciale precedentemente comunicate. Sulla nuova delibera lo stesso Di Maria - che l'ha adottata - ha espresso la sua paradossale insoddisfazione, giusto per non allontanarsi troppo dal solco arato dalla politica, quello che fa germogliare solo promesse e piaceri per la comunità amministrata, giammai oneri fiscali di qualunque genere.

Il più feroce difensore del cittadino/contribuente nonché censore del tecnicismo si è rivelato il sindaco del capoluogo Clemente Mastella, che rincorre alti esempi sul terreno comune di questi periodi (“Per noi è addirittura obbligatorio non pagare”, lo ha detto a Gazzetta). E infatti, in risposta alla logica fredda e amorale dei numeri, la politica si nutre di se stessa e contesta in favore di popolo (leggi sul Vaglio.it). Con una delibera di Giunta Comunale sottoscritta da chi, come Mastella, guida una amministrazione alla quale - come accade a quella provinciale 'contestata' -, certo:
1 - non appare estraneo il rapporto insoddisfacente – siamo in tema Asia Spa - fra servizio reso, qualità dello stesso e bollettini Tari di 'assoluzione' spediti a famiglie, aziende, professionisti, commercianti, eccetera col loro pesante fardello in euro;
2 - non suona nuova l'incapacità a incassare il corrispettivo della tariffa da parte dell'intera platea di contribuenti, vista l'alta percentuale di elusione ed evasione (e in tutto ciò i contribuenti onesti non hanno la possibilità di sottoscrivere alcuna delibera per impugnare il maggior costo che grava su di loro).
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Onde evitare equivoci: non si discute di crisi dei rifiuti, ma della... visione del mondo del tecnico e del politico: come sempre inconciliabile.