Rifiuti, Tavolo tecnico: si cerca un esperto per revocare la delibera ...

- Opinioni IlVaglio.it

Scrive il consigliere provinciale del Pd, Giuseppe Antonio Ruggiero: "Si è tenuto il primo incontro del tavolo tecnico sui rifiuti voluto dal Sindaco di Benevento, Clemente Mastella, e successivamente nominato dal Presidente della Provincia Antonio Di Maria. Un organismo che di fatto commissaria l'ATO, che per norma regionale dovrebbe essere invece l'organismo prerposto alla gestione del ciclo dei rifiuti, partorendo alla prima seduta una decisione a dir poco sconcertante. Praticamente bisognerebbe trovare un esperto nella gestione del ciclo dei rifiuti per capire se è possibile revocare, o sospendere, la delibera del Presidente Di Maria, cioè quella che istituisce il pagamento di quasi quindici euro ad abitante per la gestione dei siti post mortem, e se la Samte effettivamente rischi di fallire e con quale conseguenze per la Provincia di Benevento.

Quindi l'assemblea dei Sindaci della Provincia,convocata di fatto dal Sindaco di Benevento, deliberava per la sospensione della tariffa licenziata dalla Provincia e di fatto sfiduciava l'operato del Presidente della Provincia e dell'Amministratore Unico di Samte Carmine Agostinelli. Successivamente, lo stesso Mastella chiedeva la costituzione di un comitato ristretto di Sindaci per affrontare la problemmatica dei rifiuti, dimenticando che ce ne erano una decina parcheggiati nel consiglio dell'ATO di cui non si riesce ancora oggi a comprenderne il ruolo. Infine il gruppo ristretto ha la grande trovata di cercare un esperto della materia per capire cosa fare.

Se non fosse che la riunione si è svolta alla Rocca dei Rettori, lo scenario migliore per una tale farsa sarebbe stato indubbiamento l'atrio di un... manicomio. Infatti solo pochi mesi fa il Presidente della Provincia di Benevento , invece di scegliere un esperto in materia di rifiuti quale Raphael Rossi, oggi Amministratore della Aamps di Livorno, nominava Amministratore Unico Samte il Sindaco di San Bartolomeo in Galdo, rappresentante di uno dei Comuni maggiormente morosi nei confronti di Samte, ed autore di un piano che prevede la semplice divisione fra il disavanzo Samte e numero dei cittadini, il tutto risultato della completa assenza di precedenti esperienze nel campo della gestione dei rifiuti. Oggi invece siamo tornati alla ricerca di un esperto su cui scaricare le responsabilità di una delibera che non potrà essere revocata e che è servita unicamente al Sindaco di Benevento per inscenare un teatrino in cui egli stesso si era attribuito il ruolo di un locale masaniello pronto persino a raccogliere le firme contro il Presidente della Provincia da lui votato.

Ma di consulenti, o esperti, questa compagine politica già ne ha sperimentato l'operato, basti ricordare i due mesi in cui Boccalone, nonostante fosse Amministratore di Irpiniambiente, società creditrice verso la Samte, assunse il ruolo di consigliere del Presidente in materia di rifiuti. Ma la farsa non finisce qui se pensiamo che il direttore generale dell'ATO rifiuti, Alessandro Verdicchio dirigente agli affari sociali del Comune di Benevento, non ha più accettato l'incarico esponendo seriamente il neonato ambito ad un quasi certo commissariamento regionale. E' paradossale che si partecipi ad una selezione per direttore generale di un ente per poi non accettarne l'incarico.

Quindi siamo punto e a capo, perchè la provincia non sa come uscire da questa storia senza urtare la suscettibilità del Sindaco di Benevento e con l'ATO che continua ad essere senza una dirigenza. Intanto sono assenti dall'odg del Consiglio Provinciale le risposte alle interrogazioni della minoranza del PD per conoscere se sia legittimo corrispondere un indennità all'Amministratore Unico di Samte, considerato che questa non è attribuibile ad una carica elettiva quale quella del Sindaco di San Bartolomeo in Galdo, ma soprattutto come abbia fatto a sottoscrivere un atto transativo, che ad oggi ancora non abbiamo potuto leggere, nella duplice veste di Amministratore Samte e di Sindaco del Comune di San Bartolomeo in Galdo. Intanto i Comuni Sanniti sono alla ricerca disperata di siti dove scaricare il rifiuto indfferenziato con le discariche sannite colme di rifiuti provenienti da altre province e per cui nessuno ha versando ancora un euro".